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La ex di Lavezzi sfrattata dall’appartamento: “Maltrattamenti dai legali del Pocho”

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La ex compagna del Pocho è scoppiata in lacrime durante l'udienza che si è tenuta in tribunale ieri: Yanina ha accusato i legali di Lavezzi di maltrattamenti.

Redazione Golssip

La guerra giudiziaria tra Ezequiel “Pocho” Lavezzi e Yanina Screpante sembra non avere fine. Una delle principali cause della loro contesa riguarda l'appartamento nel quale la modella ha vissuto anche dopo la separazione dal calciatore e che quest'ultimo ha rivoluto indietro. Nella giornata di ieri c'è stata l'ennesima udienza e Yanina ha accusato i legali del Pocho di maltrattamenti. I legali, Mariana Gallego ed Elena Baroni, sono intervenute a Los Angeles de la Mañana e si sono difese dalle accuse. “Abbiamo avviato un processo di sfratto una volta esaurite tutte le istanze. È stata e prima della sentenza c'è stata un'udienza nella quale ha accettato di consegnare l'appartamento di Ezequiel Lavezzi", ha spiegato la Gallego, legale rappresentante del calciatore.

La collega Baroni ha precisato che Yanina Screpante ha vissuto per tre anni in quell'appartamento dopo la loro separazione: "Solo nel maggio 2020 le è stato detto di andarsene a causa delle dichiarazioni che aveva fatto e nelle quali diceva che non avrebbe lasciato l'abitazione." Anche dopo la separazione sembra che il Pocho l'abbia aiutata economicamente, c'era un buon rapporto ma poi qualcosa si è rotto. E Yanina gli avrebbe intentato una causa per 15 milioni di dollari. La modella recrimina il fatto di aver messo da parte tutta la sua carriera per seguirlo ovunque, prendendosi cura del figlio avuto dalla precedente relazione. Nelle ultime ore la ex di Lavezzi ha pubblicato un post sull'udienza di ieri, durante la quale è scoppiata a piangere davanti al giudice e ha accusato di maltrattamenti i legali di Lavezzi. “Ecco la prova che non ho ricevuto alcun controllo giudiziario, è stata solo una mera udienza di formalità, nella quale non ho accettato l'assurda proposta della controparte. Per cui la causa è aperta. La mia angoscia era dovuta ai maltrattamenti che ricevo sempre dalla rappresentanza legale di Lavezzi, i suoi legali non perdono occasione di maltrattarmi ogni volta che devono fare riferimento a me", ha scritto la modella sul suo account Instagram. “Penso che Yanina sia arrabbiata per la questione dello sfratto. Non l'abbiamo comunicato ai media perché c'era un patto di riservatezza in tribunale. Lei è una persona pubblica, quella che ha fatto la mossa è stata lei. Se hai cinque camion in movimento, è molto probabile che qualcuno parli, inoltre molte persone vivono nell'edificio", ha concluso Baroni.

(La Nacion)

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