"Comunque non mancheranno i momenti di riflessione, ma non con il monologo lungo o una chiacchierata", annuncia Conti

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"Tony Effe? Anche in questo caso io mi sono occupato della canzone e quel brano non ha niente di particolare. Personalmente c'è una parabola che mi piace molto: quella del figliol prodigo". Lo ha detto Carlo Conti ospite a 'Cinque Minuti' in onda questa sera su Rai1, in vista dell'imminente Festival di Sanremo, a proposito del discusso rapper romano.

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"Non ci saranno monologhi fatti per forza su un argomento, credo si possa sottolineare qualcosa di importante anche solo con delle parole e con un messaggio passato velocemente tra una canzone e l'altra. Comunque non mancheranno i momenti di riflessione, ma non con il monologo lungo o una chiacchierata", ha aggiunto. Per Carlo Conti sarà un Festival "al passo con i tempi, c'è una rappresentanza globale della musica italiana, ho cercato di ampliare lo spettro. Naturalmente non era possibile toccare tutti i generi, ma quello che è stato presentato credo sia una bel ventaglio di proposte, sonorità e musiche diverse una dall'altra. Ci sono tanti temi e tante situazioni personali nei testi. Tante sfumature".

Carlo Conti

Carlo Conti

Infine il conduttore ha ricordato che "nella prima serata ho invitato Noa e Mira Awad, una cantante israeliana e una palestinese che insieme canteranno 'Imagine' di John Lennon. Spero che ci sia la stessa buona musica e la leggerezza, proseguendo lo straordinario lavoro che hanno fatto prima Baglioni e Amadeus dopo. Questi otto anni sono passati velocemente, con tanta buona musica e un bel fermento. Spero che ancora una volta ci sia della buona musica, un spettacolo bello, leggero e divertente", aggiunge poi Conti.

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