Simona Ventura, nota showgirl e conduttrice tv, ha compiuto ieri 60 anni. Ecco la sua intervista concessa ai microfoni del Corriere della Sera
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Era disobbediente? «No, ma era il primo concerto! In effetti per Bob Marley scappai di casa. Poi ho visto i Police al primo tour, Prince, gli U2, i Pink Floyd . La cosa incredibile è che non ho prove: non si scattavano foto. Ho visto pure David Bowie».
Lui, molti anni dopo, lo ha anche conosciuto. «Venne ospite a Quelli che... il calcio. Ricordo che mi inginocchiai ai suoi piedi e lo abbracciai alle gambe. “Ice me”, blateravo come una pazza, “Ibernatemi”. Mentre lui mi diceva di tornare su».
Prima di cambiare decennio: è vero che scampò alla strage di Bologna? «Sì. In quegli anni trascorrevo le estati da mia nonna in montagna a Camugnano, nell’Appennino Tosco-Emiliano. Quel giorno saremmo dovuti andare al Mercato della Montagnola, in pullman fino a Riola e poi in treno a Bologna. Quel mattino però uno di noi non si svegliò in orario e annullammo la gita. Mia mamma chiamò disperata, dopo aver saputo la notizia in tv, ma noi eravamo a casa».
Dai 20 ai 30 cosa sceglie? «Mi piace ricordare la mia esperienza di giornalista sportiva a Tmc, che a quei tempi era come Sky oggi. Ho fatto trasferte bellissime: le Olimpiadi di Barcellona, i Mondiali del ‘90, gli Europei del ‘92. A Malmö per Francia-Inghilterra assistemmo al pestaggio di un cameraman della Itv inglese: scagliarono la sua telecamera contro una vetrina. Io uscii dal ristorante e corsi a recuperare la cassetta, poi la feci avere alla emittente che in cambio mi riversò le immagini. Fummo gli unici ad averle».
Del decennio dei trenta cosa le viene in mente? «Il compleanno dei 30 lo passai piangendo. Ero piena di dubbi, non ero né carne né pesce, lavoravo molto ma non avevo ancora raggiunto quello che volevo, e io volevo tutto. La non riconferma alla Domenica sportiva mi aprì le porte di Mai dire Gol: il contratto era di 11 puntate, rimasi tre anni. E, non so come, diventai un sex symbol».
Beh, è sempre stata una bella donna! «Sì, ma i giornali cominciarono a parlare di me in modo assurdo, Biagi disse che avevo le gambe più belle della tv, mi arrivavano fiori in camerino».
E lei? «Ci ridevo sopra, continuando a fare le cose di sempre, a uscire con il mio giro di amici, tra cui Pagliuca, con i quali aprii il primo ristorante, il Tribeca».
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