In una lunga intervista al Corriere della Sera, Fabio Caressa ripercorre la sua lunga carriera

IL TIFO

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In famiglia cosa si tifa?

«In famiglia non si tifa...».

Impossibile.

«Cosa si tifa non si dice».

Niente partita, si guarda un film insieme: capita anche a casa sua?

«Io guardo il calcio. Anche a costo di finire da solo in una stanza».

È vero che pensa alla metrica dell’Eneide quando fa le telecronache?

«Eredità del Classico. Ho smesso di usare le virgole e messo i punti. Serve musicalità».

È il pioniere della telecronaca emozionale: «Vogliamoci tanto bene» nel Mondiale 2006 è storia.

«L’ho detto: per me l’emozione è fondamentale».

(Corriere della Sera)

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