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Tarquinio: “Suma? Pesante, non ci siamo parlati per tanto. Melissa Satta? La gente diceva che…”

Redazione Golssip

Alessia Tarquinio lascia Sky pensando di non rimanere nello stesso ambiente lavorativo. Ma a scombinarle i piani arriva Prime: "Sky l'ho lasciata che ero già dall'altra parte del mondo, ero in aspettativa. L'azienda non si sarebbe mai liberata di una figura come me, non è stato semplice. Poi però abbiamo trovato un accordo. A giugno mi ha chiamato Roberto Marchesi. Mi ero data un anno di tempo senza fare granché se non surfare e fare la mamma. Primo posso continuare a vivere in Repubblica dominicana, non lavorare tutte le settimane, non andare in una redazione. Non volevo tornare in un ambiente tossico. A Prime andava benissimo. Io altra categoria? Non ho paura di dire le cose che penso. Sono forte anche dell'età e della maturità raggiunta. Mi sono ripromessa dopo Sky di essere sempre autentica. Non sempre ci sono riuscita".

Ai microfoni del podcast Centrocampo Alessia parla anche di un altro tema, che le sta particolarmente a cuore: "Fare la figa in televisione? Io divido il giornalista sportivo in due categorie. Quello che fa questo mestiere perché lo vede come una via di passaggio e quelli che lo fanno per passione. Non far vedere se stessi e poi lo sport. Ultimamente qualcuno ha pensato che questo fosse un mestiere che si può fare con superficialità, senza talento. Non tollero questa superficialità. Non mi piace la piega che ha preso questo mestiere. Ci sono per fortuna tante altre persone che fanno questo mestiere egregiamente. Critiche a Melissa Satta? Anche lei se l'era presa particolarmente. La gente pensava che mi avessero cacciato per mettere Melissa Satta. Non è mai andata così. Non ho mai avuto nulla contro Melissa Satta o contro il suo mestiere, qualunque esso sia. Che però non era fare la giornalista. Ho visto la piega di Sky che non mi piaceva per niente. Con tutte le brave professioniste disponibili in redazione mettere quella figura lì è stato veramente una caduta di stile. E un segnale bruttissimo. Ma non perché fosse lei. Era ovvio che lei non fosse lì per fare la giornalista sportiva come mi ha detto lei. Perché poi non mi pare che l'abbia fatto, no? Ci avevo anche creduto. Mi ero sentita male, ero cresciuta in quel posto lì ed eravamo diventati un punto di riferimento per tante ragazze. Guarda come si fa bene questo mestiere. E invece poi anche noi eravamo caduti in una trappola qui. Per questo la mia critica era quella roba lì. Mi piacerebbe un giorno che come direttore di un canale sportivo ci fosse una donna per vedere l'effetto che fa. Lo dico agli uomini che dicono ah sei invidiosa. È un problema anche per un giornalista uomo, è un discorso di professionalità. Questo mestiere lo dovrebbe fare chi è capace, non chi ha la minima idea di cosa sta facendo. La gente non è tutta stupida. Ci può essere una parte di morti di quella roba là, ma tutti gli altri no. Mio figlio di 14 anni mi dice che preferisce sentire parlare qualcuno che ne sa. E quelle poche volte che guarda i programmi sportivi italiani mi dice che sono cringe".

(Centrocampo)