Poi arriva Sky: "La mia storia d'amore più lunga, 18 anni. La passione c'è sempre stata, me l'hanno fatta passare. Ce ne vuole per farmi passare la voglia di fare una cosa. Ho avuto fasi alterne. Ho cominciato un po' a soffrire quando sono diventata mamma e ho deciso di non viaggiare più. Mia scelta ma anche degli altri. Volevo godermi mio figlio. Stare sempre rinchiusa a Rogoredo l'ho sofferto. Mi faccio degli amici (ride ndr). Quando sei in una grande redazione ci sono tanti colleghi e tante teste. Il direttore ha sempre l'ultima parola. Non sono quasi mai stata la persona giusta. Non ero mai la prima scelta, facevo da jolly. Mi andava bene. Però nell'ultimo periodo il non farmi fare tanto l'avevo vissuto male. Pensavo di poter dare ancora qualcosa lì dentro, al racconto dello sport. Avevo proposto tante cose. Non mi arrendevo. Cercavo uno spazio ma non c'era mai. Ho imparato a dare peso alle parole degli altri. Mi sono fatta convincere che non fossi adatta a fare una determinata cosa. Non era quello, avevano deciso per un altro tipo di professionalità. Qualcosa ha fatto click nella mia testa. Pensavo: non mi sembra di essere così scarsa. Poi ho capito che non dipendeva da me. Ad un certo punto ho detto vado avanti a stare male, a lamentarmi? C'era la fila dal direttore per chiedere di fare cose. Ho detto me ne vado. Io non volevo più stare a scaldare la sedia in quel posto. A Sky ho sempre parlato con il mio direttore e l'ho fatto anche dopo. Le critiche lo ho dette anche prima. Noi che raccontiamo lo sport abbiamo una grande fortuna. Non raccontiamo la cronaca nera, le cose che fanno male. Perché non alleggerirla un po'?"
gossip

