Ivan Zazzaroni si è raccontato ai microfoni di Hoara Borselli nel podcast Sette vite. A quei microfoni il direttore del Corriere dello Sport ha parlato della Nazionale italiana: "Sportivamente è stato doloroso. Ci ho fatto l'abitudine. I giovani si danno allo sci, al padel, al tennis. La sofferenza per chi come me dirige un giornale è non esserci. Conferma che il nostro calcio è in default. Siamo un calcio che crede di essere più grande di quello che è. Viviamo di passato. Il presente è triste. Perdiamo con la Macedonia del Nord e con la Bosnia. L'altra sera sembravano fenomeni contro di noi. È mancata la qualità, che ci manca da Baggio, Mancini, Totti. E poi il coraggio. Non costruiamo più i Nico Paz, non abbiamo cura dei ragazzi giovani che fanno benissimo e che a 18 anni spariscono. Il percorso non deve esistere. Siamo fallimentari. Mi auguravo che Gravina di fronte allo sfascio si assumesse tutte le responsabilità. Se chi arriverà sarà illuminato e farà tesoro delle esperienze sarebbe una rivoluzione culturale. Cambiamo le figurine, ma rimaniamo questi".
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Zazzaroni: “Con Mancini eravamo amici, ci siamo sfanculati. Mondiale? Ho visto Pio e ho…”
Il racconto del direttore del Corriere dello Sport ospite nel podcast di Hoara Borselli


