Dopo il 3-1 contro il Milan, il giornalista si interroga sulle possibilità scudetto dei nerazzurri

Maurizio Pistocchi analizza il momento dell'Inter dopo la pesante sconfitta nel derby contro il Milan. Il giornalista, attraverso un lungo post pubblicato su X, si interroga sulle possibilità della squadra di Cristian Chivu di confermarsi campione d'Italia, esprimendo alcune considerazioni particolarmente critiche non soltanto sull'allenatore, ma anche sulla società nerazzurra.

Pistocchi: "Con Inzaghi sembrava una macchina da guerra"

"L'Inter è ancora favorita per lo scudetto? Dopo la brutta sconfitta nel derby, il dubbio affiora. Se si pensa che contino solo i giocatori, sicuramente sì: nessuno in Serie A ha una rosa così forte, completa e competitiva", esordisce Pistocchi.
Maurizio Pistocchi

Il giornalista individua però un problema nel rendimento della formazione nerazzurra, soprattutto per quanto riguarda la continuità delle prestazioni.

"Ma... c'è un ma: questa squadra si concede troppe pause, in tutte le partite e contro tutti, e quella che con Inzaghi sembrava una macchina da guerra, perfettamente oliata, oggi sembra vivere di estemporaneità, sui colpi dei campioni".

"Colpa di Chivu? Forse, ma non solo. Soprattutto del club"

Pistocchi allarga quindi il discorso alle responsabilità dell'allenatore, dei calciatori e soprattutto della dirigenza, chiamata in causa per non aver colto, a suo giudizio, alcuni segnali preoccupanti.

"Colpa di Chivu? Forse, ma non solo. Anche dei giocatori, troppo sereni per il rapporto amicale con il tecnico, ma soprattutto del club, che non ha intuito i segnali che arrivavano dalle notti di Champions, dove nelle ultime due stagioni l'Inter di Chivu ha perso 7 partite su 9, e non è più stata né solida né efficace".

Pistocchi avverte l'Inter: "Per mantenere lo status internazionale serve crescere"

Il giornalista conclude la propria riflessione soffermandosi sulle prospettive della società nerazzurra e sull'importanza dei risultati europei anche dal punto di vista economico.

"Se la proprietà ritiene che questo staff con questa rosa possa vincere in Italia può avere ragione, ma non dimentichi che i bilanci sono migliorati grazie agli introiti arrivati da Champions e Mondiale per Club e che per mantenere questo status internazionale, che porta soldi e sponsor, sono necessarie una costante crescita e competitività".

Infine, una considerazione che riassume il senso della sua analisi:

"Vincere aiuta a vincere, perdere toglie punti e autostima".

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