Il Corriere della Sera, in un pezzo a firma di Aldo Grasso, si esprime in maniera pesantissima sul documentario di Netflix dedicato a Fabrizio Corona. Il giudizio è severissimo.

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CorSera – Netlfix su Corona inguardabile: pregiudicato spacciato per eroe. Dilettanti che…
"Mitomane trasformato in eroe"
—"Mi riesce difficile capire con che coraggio Netflix possa mandare in onda «Fabrizio Corona: Io sono notizia», un qualcosa spacciato come docuserie in cinque puntate. Quel qualcosa è solo un lungo, brutto spot, realizzato da Massimo Cappello e Marzia Maniscalco, che cerca di trasformare un pregiudicato (bancarotta fraudolenta, frode fiscale, corruzione, estorsione, detenzione di banconote false…) in uno spregiudicato, un mitomane in un eroe del nostro tempo.

Ma i due autori non sono Maupassant, sembrano solo dei dilettanti maldestri che si fanno dettare il copione da Corona, e il loro tentativo di regalarci un nuovo «Bel Ami» scade nel ridicolo. Quando in scena non c’è Corona, che almeno sa recitare la parte del «bad boy», sa ostentare il suo cinismo, ci sono quelli che biografano e interpretano Corona a cominciare da Enrico Dal Buono (Google dice che insegna storytelling).
Sono momenti esilaranti: uno sfondo di biblioteca, la poltrona da pensatore, l’aria di chi la sa lunga e poi fuochi d’artificio di banalità, di frasi fatte, di incapacità di chiamare le cose con il loro nome, specie se siamo di fronte a ricatti o estorsioni. E poi Lele Mora, vestito da guru in disarmo, Platinette, Nina Moric, un avvocato civilista, la madre, Gabriella Privitera.

Il ricordo del Maurizio Costanzo Show
—Da sempre le cose con Corona funzionano così. Ricordo un Maurizio Costanzo Show durante il quale Roberto D’Agostino osò dire che i reati commessi da Corona non gli permettevano di essere esempio di alcunché e subito fu investito dal conduttore: «Non stiamo a sputtanare la gente, non sei un magistrato, anzi i magistrati l’hanno fatto uscire e quindi stai zitto oppure vattene, faccio la puntata anche con due persone… chiudetegli il microfono. Io sto dalla parte di Corona, se ti sta bene ok, altrimenti te ne vai». L’unica cosa che quel genio del nulla di Corona insegna è la fragilità del sistema mediale: da tempo, la «narrazione» iperbolica e le sparate ben orchestrate diventano più importanti della verificabilità dei fatti.
Ok, non siamo qui per sputtanare la gente, esaltiamo i Corona, dedichiamo loro degli inguardabili documentari"
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