Il grido delle ragazze del calcio prima del Mondiale: “Andiamo in Francia per vincere!”

Il grido delle ragazze del calcio prima del Mondiale: “Andiamo in Francia per vincere!”

Il Mondiale della nazionale femminile italiana inizierà il 7 giugno

di Redazione Golssip

Sara Gama

A vent’anni dall’ultima partecipazione al Mondiale la Nazionale italiana femminile ritorna sotto i riflettori. Appuntamento in Francia il 7 giugno. Il movimento del calcio femminile e le protagoniste si stanno ritagliando uno spazio importante. Copertine e giornali, ora che i colleghi maschi della nazionale si leccano le ferite per la mancata qualificazione, sono tutte per loro. “Ne abbiamo fatta di strada dagli inizi. Speso non c’erano squadre con cui allenarsi, quasi mai gli spogliatoi femminili, convincere genitori o insegnanti non è stato così facile”, è il pensiero che esprimono all’unisono. Andiamo a scoprire cinque protagoniste della Nazionale attraverso le loro parole e soprattutto i loro sogni. Sogni Mondiali…

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Sara Gama è capitano della Juventus e della Nazionale. Le sue compagne la definiscono una leader. Un esempio. A Sara è stata dedicata anche una Barbie. Ai microfoni di D di Repubblica racconta: “Nessuno giocava a calcio in famiglia, non è una passione che ho ereditato. Però, da che ricordi, ho sempre avuto una palla tra i piedi. Gli stereotipi? Io avevo una corazza abbastanza forte. E ho avuto una famiglia che mi ha lasciato fare quello che desideravo”. A proposito del movimento ha aggiunto a Io Donna: “Il pubblico si sta appassionando al calcio femminile perché il nostro è un gioco molto giovane. Rispetto a quello maschile, è meno standardizzato. In Nazionale? Abbiamo aumentato le prestazioni a livello fisico, tecnico e tattico perché di fatto ora lavoriamo come professioniste, anche e purtroppo non lo siamo a livello ufficiale. Le bambine nelle scuole calcio sono sempre di più perché nel momento in cui i media danno spazio ad un evento, come sta accadendo ora, le ragazze trovano dei modelli e i genitori capiscono che questo è uno sport adatto alle loro figlie “.

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