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Sinner: “Voglio proteggere le persone vicine. Distrazioni? Cerco di evitarle”

Sinner: “Voglio proteggere le persone vicine. Distrazioni? Cerco di evitarle” - immagine 1
Il tennista altoatesino si è raccontato, tra vita privata da mantenere tale e aspetti personali del suo tempo libero
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Jannik Sinner, stella del tennis italiano, ha rilasciato una lunga intervista a Vanity Fair. Ecco alcuni estratti: "Mi piace parlare di tennis, e dello sport in generale. Ma se si riferisce alla vita privata, è vero, voglio mantenerla tale. Voglio proteggere le persone che mi sono più vicine, tenendole fuori da tutto ciò. Lo vivo come un piccolo compito da svolgere, quasi un dovere: mi hanno aiutato, da giovane, ad acquisire sicurezza in me stesso, e oggi in qualche modo voglio tutelarle".

Non è timidezza, dunque?

"Potrei anche parlarne. Ma le persone che mi sono vicine la pensano come me, su questo tema. Perché sono molto simili a me: ci capiamo con uno sguardo, in un secondo".

Anche nella vita vuole controllare tutto il possibile, o alle volte sa affidarsi al caso?

"Voglio controllare solo le cose che mi impediscono di fare il mio lavoro. Evito quelle che non mi mettono nelle condizioni, il giorno dopo, di allenarmi serenamente. Ma se ho voglia di andare allo zoo, per dire, ci vado. Sono un ragazzo normale, fuori dal campo".

Dice?

"Mi piace giocare alla PlayStation. Andare a cena, una volta ogni tanto. Anche se il più delle volte preferisco stare a casa tranquillo, a Montecarlo".

Nel discorso di ringraziamento, a Melbourne, ha detto che il suo team deve essere ancora paziente con lei.

"Sono uno che si vuole allenare tanto, tanto. Stare dietro ai miei ritmi non è facile".

Nello stesso discorso ha ringraziato i suoi genitori per la libertà che le hanno dato. Persino quella di lasciare casa e trasferirsi a Bordighera per allenarsi seriamente.

"È stata tosta anche per loro. Avevo 13 anni e mezzo, e la verità è che appena sono arrivato lì mi sono messo a piangere. Li ho chiamati dopo due ore, e loro avranno pensato: "Ecco, dobbiamo andare a riprenderlo". E invece gli ho detto di stare tranquilli, che andava tutto bene. Ho avuto la fortuna di stare in una famiglia fantastica, quella di Luka Cvjetkovic: c'erano due figli e anche un cane. Ero felice, io non l'avevo mai avuto un cane…".

Ha detto no a Sanremo. Non le piace molto quell'aspetto della popolarità, vero? Le ospitate, gli eventi…

"Il 99% delle volte dico di no. Ma il motivo è molto semplice: mi voglio concentrare sul tennis, cerco di evitare le distrazioni".

So che non desidera parlare della sua vita privata. Le chiedo, però, se crede che l'amore possa rientrare tra le distrazioni, rispetto al rigore che riserva al suo lavoro.

"No. Certo non è semplice, giro molto e durante i tornei sono molto concentrato. Ma penso che sia una bellissima cosa quando si trova un amore giusto. Come per tutti. E poi, se ci pensa, i migliori tennisti al mondo hanno tutti moglie e figli".

So che non è superstizioso: quando diventerà il numero uno della classifica ATP?

"Il futuro non si può prevedere. Sicuramente è un sogno e stiamo lavorando per andarci il più vicino possibile".

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