Paolo Ziliani intitola così il nuovo approfondimento dedicato alla squadra bianconera, che ieri ha pareggiato con il Lecce: "Juventus, c'è un algoritmo da aggiustare: qualcuno avvisi monsieur Comolli che David, Openda, Joao Mario e Zhegrova, comprati perché nati a inizio anno, fanno pena. Il 3 gennaio Joao Mario, il 14 gennaio David, il 16 febbraio Openda, il 31 marzo Zhegrova: l'algoritmo utilizzato dal nuovo Ad juventino non lasciava dubbi sulla bontà dei nuovi acquisti, e invece...".

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Ziliani: “Mercato Juve una pena, algoritmo non funziona. E i media italiani dicevano che…”

L'algoritmo
—Ziliani ricorda il metodo utilizzato dalla Juventus per individuare i profili migliori sul mercato: "I giocatori che Comolli ha acquistato in estate per rendere più forte la scalcagnata squadra costruita nell’estate 2024 da Cristiano Giuntoli sono stati quattro; inutile dire, tutti nati nella prima metà dell’anno, anzi per sicurezza nei primi tre mesi, gennaio, febbraio e marzo perchè più ti avvicini a luglio, agosto e settembre e più, almeno stando ai “credenti”, i calciatori imbrocchiscono. Comolli ha così reclutato Joao Mario nato il 3 gennaio del 2000, Jonathan David nato il 14 gennaio del 2000, Loïs Openda nato il 10 febbraio del 2000 e Edon Zhegrova nato il 31 marzo del 1999. Tutti “primìni”, nel senso di nati in apertura d’anno, quindi tutti campioni a prova di bomba". Ma questi "campioni a prova di bomba" come stanno performando? "David e Openda hanno segnato sin qui un gol (avete letto bene: un gol da agosto a oggi) a testa, Joao Mario è un desaparecido e in quanto a Zhegrova, detto Swarovski per la sua spaventosa fragilità, ogni volta che lo vedi in campo ti si stringe il cuore al pensiero di che campione sarebbe se solo fosse sano; cosa che purtroppo, detto con tutto il rispetto per il ragazzo, Zhegrova non è". E il giornalista sportivo aggiunge: "È successo così che la Juventus che i media italioti, non più tardi di dieci giorni fa, avevano incensato per essersi portata a -1 dalla vetta ed essere tornata dunque prepotentemente in corsa per lo scudetto (dimenticando il particolare di avversari che avevano giocato tutti due partite in meno), non solo non è riuscita a battere il Lecce ieri all’Allianz Stadium lasciando per strada due punti sanguinosi vista l’enorme differenza tecnica che divideva le due squadre, ma si ritrova oggi a -5 dalla vetta (dove al momento c’è il Milan), che potrebbe diventare un -6 se l’Inter stasera batterà il Bologna; e il tutto in attesa che sia l’Inter che il Milan (oltre al Bologna) recuperino la partita rimandata per via dell’impegno di fine anno in Arabia".
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