L'ex attaccante, nuovo capo delegazione dell'Italia Under 20, è tornato sulle sue vicende personali

Enza palestra

VIDEO / La moglie di D'Ambrosio ammette: "Ieri ho parcheggiato davanti alla palestra, poi..."

Scegli Golssip.it come tuo sito preferito su Google: clicca qui

L'ex attaccante Giuseppe Signori, 188 gol in Serie A, è il nuovo capo delegazione dell'Italia Under 20. L'ex capitano della Lazio, intervistato da La Gazzetta dello Sport, è tornato sulle vicende negative che lo hanno coinvolto: "In fondo è poi una ruota che gira: dopo anni che girava male adesso ha girato bene. Devo dire che assomiglia anche un po' alla mia carriera: gli anni fantastici fra Foggia e Lazio, poi il buio e la rinascita a Bologna. E allora sì, diciamo che è proprio un po' la mia terza vita".

Le prime tre cose che direbbe adesso se fosse davanti ai suoi nuovi ragazzi?

"Utilizzerei tre parole-chiave: responsabilità, passione e sacrificio. Il messaggio è raccontare la bellezza di poter indossare la maglia del proprio paese, perché ogni bambino ha quel sogno e per portare avanti quel sogno serve impegno, costanza, sacrificio e la passione, perché è quella che ti dice che fai un lavoro che adori e che va preso con estrema serietà ma anche come divertimento".

Ha ancora gli incubi legati a quei 10 anni vissuti a lottare contro la falsa accusa nell'inchiesta-scommesse?

"Ormai gli incubi fanno parte della mia vita ma almeno ora (sorride, ndr) hanno un finale molto diverso. Quando è successo tutto ho semplicemente pensato che sarebbe stato inutile piangersi addosso, serviva reagire".

Anche questo può essere un tema per i giovani azzurri.

"Quella parte della mia vita non la auguro a nessuno, quando nel febbraio 2021 mi hanno assolto con formula piena ho pensato che quei dieci anni nessuno me li ridarà. Ma mi hanno fortificato, reso più consapevole e fatto anche capire chi c'è stato davvero e chi no, chi è rimasto e chi a un certo punto non si è visto né sentito più".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti