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Napoli, poliziotti rubavano e vendevano dati su calciatori e vip

Napoli, poliziotti rubavano e vendevano dati su calciatori e vip - immagine 1
Un'operazione annunciata dal Procuratore Capo Gratteri racconta di abusi sulle banche dati con informazioni su calciatori, imprenditori, gente dello spettacolo con informazioni vendute ad alcune agenzie
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"Esfiltravano dalle banche dati, attraverso accessi abusivi, informazioni riservate di calciatori, su imprenditori, gente dello spettacolo, cantanti e attori e venduto queste informazioni ad alcune agenzie". Lo ha spiegato il Procuratore Capo della Procura di Napoli, Nicola Gratteri, su quanto scoperto da una maxi operazione della Polizia, che ha consentito di sgominare un'organizzazione criminale.

Napoli, poliziotti rubavano e vendevano dati su calciatori e vip- immagine 2

Secondo l'accusa proprio alcuni agenti delle forze dell'ordine, in cambio di denaro - con tanto di tariffario - "avrebbero effettuato accessi abusivi con le proprie credenziali per ottenere e commercializzare dati riservati. Decine gli indagati destinatari delle misure cautelaro. 4 sono finiti in carcere, 6 ai domiciliari e 19 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria", spiega TgSky24.

In due anni, sono stati 730mila gli accessi alle banche dati riservate eseguiti dai due. 600mila l'uno e 130mila l'altro. Nessuno dei quali giustificato da esigenze di servizio e proprio questa assidua frequentazione della banca dati ha portato all'avvio dell'inchiesta. Sono finite in carcere 4 persone, 6 ai domiciliari e 19 hanno l'obbligo di firma.

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All'alba

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L'operazione è scattata questa mattina all'alba in varie città: Napoli, Roma, Ferrara, Belluno e Bolzano. Gli indagati sono accusati di reati: associazione per delinquere finalizzata ad accesso abusivo di sistemi informatici, corruzione e rivelazione del segreto di ufficio.

"Ci sono agenzie che raccolgono informazioni riservate per cederle a terzi, sulle quali sono in corso ulteriori accertamenti. Il mercato delle informazioni è un mercato vivissimo e questa indagine lo dimostra", ha spiegato Vincenzo Piscitelli, coordinatore del pool cyber-crime della Procura di Napoli.

Oltre agli agenti della Polizia, risultano coinvolti anche dipendenti dell'Inps, dell'Agenzia delle entrate e due direttori di filiali di Poste Italiane.

(Fonte: tg24.sky.it)