golssip gossip calcio Pedullà vs Zazzaroni: “Non ti stimo, qualche esempio. Sei una delle ragioni per cui il calcio…”

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Pedullà vs Zazzaroni: “Non ti stimo, qualche esempio. Sei una delle ragioni per cui il calcio…”

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A Radio Deejay si parla di mercato e Ivan Zazzaroni critica ciò che si legge sui social: Pedullà interviene e risponde

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Durante la puntata odierna di Deejay Football Club su Radio Deejay, Ivan Zazzaroni ha voluto rispondere ad un ascoltatore che aveva posto un quesito sul mercato e sulla validità delle fonti e su quanto si legge sui social:

"Non ascoltate i social, sono pieni di cagate. Non parlano con gli addetti ai lavori come facciamo noi, non parlano con i presidenti, con gli agenti. Sui social sparano tante cazzate. A parte 2-3, se mi dici Romano è molto informato, se mi dici Di Marzio anche lui è molto informato. Pedullà è uno che informato su certe cose. Altri dai su, sparano cagate. Dico anche i giornalisti"

Alfredo Pedullà, citato appunto da Zazzaroni, ha risposto però al direttore del Corriere dello Sport con un post su Twitter: “Amico”: non citarmi a modo tuo, non è la prima volta e non mi interessa. Mi hai richiamato nel tuo giornale dicendomi “nessuno come te”, facendo allusioni e paragoni: ora cambi opinioni e pareri in base al vento. Lascia perdere, non ti stimo e potrei dimostrarti perché (quanti messaggi scrivevi…). Io so solo che hai mandato due volte Allegri al Real Madrid, mi volevi far dire che Sarri mai sarebbe andato alla Juventus (“una bufala”: ricordi quella volta quando incontrammo il tuo Max sul treno che confermò?), che Barella sarebbe andato alla Roma e non all’Inter.

Do you remember? Potrei continuare. Sai tutto di tutti, io no. Quindi, non mi interessa. Dici che i social fanno pena - dopo aver staccato per anni, perché? - e sei qui a giudicare gli altri in base ai momenti. Io ho sempre rispettato le persone: da Nicolussi Caviglia a Yildiz, dal grande Sinisa all’indimenticabile Rocco Commisso. Non utilizzo una parolaccia ogni cinque minuti per esprimermi, al massimo critico quando il pallone rotola e sbaglio tanto (come tutti). Ma sono libero. Se il calcio italiano è messo così, la colpa è anche di gente come te che mai speso una parola contro presidenti federali e dintorni. Andava tutto bene. I tuoi giudizi non mi interessano perché cambiano come il vento. Appunto. Buona vita (abbiamo un’età)"