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golssip gossip calcio Cicinho: “Alcool già a 13 anni, in un giorno 70 birre e 15 caipirinha. Salvato da mia moglie”

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Cicinho: “Alcool già a 13 anni, in un giorno 70 birre e 15 caipirinha. Salvato da mia moglie”

Cicinho: “Alcool già a 13 anni, in un giorno 70 birre e 15 caipirinha. Salvato da mia moglie” - immagine 1
L'ex esterno brasiliano, un passato anche fra Real Madrid e Roma, ha raccontato la sua dipendenza e la sua nuova vita
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Cicinho, ex esterno brasiliano con un passato importante anche fra Real Madrid e Roma, ha raccontato nel corso di un'intervista concessa a La Gazzetta dello Sport la sua dipendenza dall'alcool e la sua nuova vita all'insegna della religione: "Mia moglie Marry a Roma mi portò per la prima volta in chiesa. Oggi faccio i culti, parlo della storia di Gesù e l'anno prossimo celebrerò anche il matrimonio di due amici brasiliani in Italia. Credo molto in Dio: ti aiuta a purificarti dal male".

E lei si sente purificato?

"Sì. Io con l'alcol mi sono autodistrutto. Tutto è iniziato a 13 anni, a una festa tra amici. Ho assaggiato la birra e me ne sono innamorato come fosse una donna. Più crescevo, più bevevo. Tornavo a casa alle cinque del mattino senza che i miei genitori scoprissero nulla. E il giorno dopo stavo bene, riuscivo perfino ad allenarmi".

Quand'è che ha perso il controllo?

"Quando andai al Botafogo, nel 2001. Lì bevevo venti birre e dieci caipirinha al giorno. A 17 anni iniziai anche a fumare sigarette. Ma io il calcio lo vivevo così: volevo arrivare in alto, guadagnare tanti soldi e divertirmi. Quando sono arrivato al San Paolo e poi in nazionale pensavo di aver già ottenuto tutto".

E il Real Madrid?

"Peggio ancora. Nel 2005 mi presero per essere il nuovo Michel Salgado e io pensai: ‘Perfetto, ora posso fare festa per sempre’. Compravo auto, vestiti, organizzavo serate a casa. Non uscivo quasi mai perché a Madrid c'erano paparazzi ovunque. Così bevevo direttamente nella mia villa con gli amici".

Nessuno si accorse di questa sua dipendenza?

"Stavo sempre a casa. Andavo a letto alle quattro del mattino e alle otto ero all'allenamento ubriaco. Prima di uscire bevevo tre o quattro caffè e mangiavo un pacchetto di cicche per coprire l'odore dell'alcol. E in campo andavo pure forte. Nemmeno Capello sospettava qualcosa".

A Madrid si appassiona anche ai tatuaggi...

"Ho sempre voluto farmeli, ma avevo paura degli aghi. Così ho iniziato a tatuarmi da ubriaco per non sentire dolore. Ne ho fatti 15 a Madrid e altri 10 a Roma. In totale ne ho 33. Solo otto da sobrio".

Fino a dove si è spinto?

"Oltre ogni limite. A Roma ho fatto il record: 70 birre e 15 caipirinhe in un solo giorno. Più due pacchetti di sigarette. Odiavo dormire, volevo solo fare festa a casa mia con amici".

Come ne è uscito dalla sua dipendenza?

"Sempre grazie a mia moglie. Quando sono tornato in Brasile nel 2012 ho fatto terapia grazie al suo aiuto. Ho riscoperto il senso della vita e ora sono felice".