Il conduttore de Lo Stato delle Cose si è collegato al Processo al 90esimo e di fronte a una frase su Calciopoli è esploso prima di abbandonare il programma

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VIDEO / Malore in diretta tv per Massimo Giletti, sospesa la trasmissione

A Il Processo al noventesimo, tra gli ospiti in collegamento c'era anche il conduttore Massimo Giletti, noto tifoso della Juventus. La partita con l'Inter e quanto successo tra Kalulu e Bastoni ha esasperato gli animi e da ore le polemiche non si placano. Queste le parole del conduttore durante il primo intervento nel programma di RaiSport condotto dal duo Mazzocchi-Ferrari, andato in onda su Rai2.

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«Chiellini è estremamente educato, continua a ripetere "non esiste" dopo quello che è successo in campo. Altrimenti si doveva espellere Bastoni per la simulazione. I dirigenti hanno mille responsabilità e certe scene non aiutano. Lo capisco. Ma quello che non torna e facciamo finta di non capire è il problema della classe arbitrale del modo in cui viene gestita e dei rapporti opachi tra i vertici della FIGC e Rocchi. Lì è il problema. Non esiste un presidente dell'AIA. Il calcio è lo sport più importante, fa girare milioni di euro in Italia ed è in mano a che cosa? Ad una classe che non è degna di gestire le grandi partite. Come si fa a mandare un arbitro scarso a dirigere Inter-Juve? Ed è chiaro che è scarso», ha detto il conduttore de Lo Stato delle Cose.

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Tra gli ospiti anche Massimo D'Alessandro, giornalista di Radio Crc, che ad un certo punto ha tirato in ballo Calciopoli: «Volevo dire a Massimo che prima tira in ballo Calciopoli, quando i presidenti chiamavano gli arbitri, volevo ricordargli che c'erano anche i dg che li chiudevano negli spogliatoi gli arbitri...». 

Stai dicendo un falso. L'arbitro non è mai stato chiuso negli spogliatoi dello stadio di Reggio Calabria da Moggi, è una bella fake news, raccontiamola in modo diverso. Mai fatto, è agli atti. Lo scudetto dell'Inter - ha urlato poi Giletti - è lo scudetto della prescrizione, dato dalla FIGC che era in mano ad un commissario, Rossi, che sappiamo per chi lavorava, ed è l'ennesimo scandalo. Perché all'Inter doveva andare molto peggio di quello che è stato fatto alla Juventus. Smettiamola con questa storia, non conviene a nessuno».

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Siccome tu sei stato molto duro nei confronti di Rocchi - ha replicato D'Alessandro mentre in studio era scoppiato il caos - vorrei ricordare che...»

Giletti lo interrompe, minaccia di andarsene e riprende parola: «Ma scusatemi, ma sto parlando con persone serie? Lo scudetto dell'Inter, lo sanno tutti porta scritto la parola prescrizione, i reati e le telefonate che faceva il sistema Inter erano peggiori di quelle che faceva Moggi e lo sanno tutti. Andate a leggere Palazzi, non ha voluto vedere le intercettazioni che riguardano l'Inter. Io con certe persone non parlo: andate a casa voi. Perché siete in malafede se dite che Moggi ha chiuso l'arbitro negli spogliatoi e siete in malafede se non dite la verità sulle intercettazioni che riguardano il signor Facchetti e gli uomini dell'Inter. Arrivederci e buona giornata». 

A quel punto viene inquadrato anche Gianluca Rossi che mentre Giletti parla di Calciopoli continua a dire al conduttore: "Si vabbé, Giletti, ciao" ma il giornalista di nota fede nerazzurra non aveva proferito parola su Calciopoli e si era riferito nel suo intervento a quanto successo l'altra sera a San Siro.

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