Biasin: "L'ombra dei rinnovi contrattuali sul derby? Per l'amor del cielo, un giocatore..."
Fabrizio Biasin è intervenuto sulle frequenze di Radio Sportiva per parlare di derby e di Inter. Tanti i tifosi intervenuti per confrontarsi sul modulo inedito proposto da Chivu, sui rinnovi (che si dice stiano avendo un peso) e sul mercato estivo. Il giornalista sportivo ha approfondito numerose tematiche, ricordando una cosa fondamentale: "Comunque l'Inter è lì a ridosso della prima posizione in classifica, sembra che sia in zona retrocessione tra l'altro ha avuto l'avvio più importante della sua storia, poi l'altro giorno è arrivata la sconfitta ma in realtà ha messo insieme una marea di punti. Ripeto anche con un po' di fortuna perché in realtà non ci sono state troppe prestazioni convincenti, tante volte hai vinto anche in rimonta. Alla fine a Venezia con anche molta fortuna però i punti li hai fatti, non bisogna dimenticarsi che poi la classifica ha un'importanza. Poi certamente bisogna guardare anche le prospettive, la partita dell'altra sera più quella che ti aspetta domani e quella che ti aspetta contro il Como, cioè adesso arrivano due partite chiaramente molto complicate: è giusto analizzare il tutto".
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"Sono d'accordo sul fatto che fino adesso il mercato dell'Inter non si sia praticamente visto perché i tre inglesi - per motivi diversi - non hanno dato un contributo. Jones si è fatto male, Stones pure, e Spence ha giocato la prima partita praticamente l'altra sera, tra l'altro è stato forse anche il meno peggio, però insomma fino a questo momento non ha dato una mano concreta. Stankovic non entra nelle rotazioni, ha giocato un tempo a Venezia molto male. Pavard si è infortunato anche lui, quindi è chiaro che fino a questo momento è difficile fare un ragionamento sul mercato perché non si sono visti i giocatori, però è anche vero che siamo, non dico all'inizio, ma quasi della stagione, quindi certe valutazioni le possiamo fare più avanti. È vero che in difesa nel momento in cui escono Acerbi e De Vrij devi ragionare su un certo tipo di caratteristiche che probabilmente mancano alla difesa. Il punto di riferimento là dietro in questo momento non c'è, certi gol puoi presumere che con un Acerbi in mezzo alla difesa forse li avresti evitati e vedere Pulisic che al terzo minuto salta da solo nell'area piccola ti fa pensare anche che ci sia un limite da questo punto di vista. Per quanto riguarda Chivu, è vero che l'altra sera ho sbagliato, sono stato il primo a pensarlo, devo dire che questo 3-4-2-1 inedito dopo sette anni di 3-5-2 che ha sempre più o meno funzionato poteva far immaginare e presumere che non sarebbe stata una gran serata dal punto di vista tattico. Hanno fatto male, è vero che anche l'approccio può essere imputato in qualche maniera anche dall'allenatore, perché l'allenatore deve essere quello che riesce a trasmettere un certo tipo di tensione. Ci sono tutta una serie di critiche che è giusto muovere. Dopodiché è anche vero che bisogna guardare tutto il resto, Cristian Chivu è arrivato l'anno scorso con 13 panchine sul groppone ed è riuscito a fare una cosa non banale a trasferire voglia a una squadra che era scarica dopo la finale di Champions. È un allenatore che al primo anno ha vinto campionato e Coppa Italia, lo ha fatto abbracciando il suo gruppo di lavoro che lo ha accolto e ha sposato la sua linea guida. Sicuramente l'altra sera tra gli artefici massimi, se non il primo a dover fare un ragionamento sugli errori commessi, in generale le sentenze aspetterei a farle. Stiamo pur sempre parlando del tecnico secondo in classifica in questo momento, che credo abbia in campionato - da quando allena - una delle medie punti più alte in assoluto. Quindi un attimo di calma e serenità".
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