La moglie di Morata: “Sono sempre la sua priorità. Trasloco caotico, mai avrei pensato che…”

Alice Campello si è raccontata in una lunga intervista a Hola

di Redazione Golssip

Alice Campello era convinta che il suo terzo figlio sarebbe nato in Spagna e invece… Lei e Alvaro Morata si sono trasferiti di nuovo a Torino, la città in cui era nata la loro relazione, e pochi giorni dopo la modella ha dato alla luce Edoardo. La coppia ha anche due gemelli maschi, Alessandro e Leonardo. A Hola Alice ha raccontato come sia cambiata la loro vita dopo la decisione dell’attaccante di tornare a vestire la maglia della Juventus: “Credo che la nostra relazione sia maturata molto. Diventare genitori ci ha cambiato in meglio. La complicità si è fortificata e abbiamo accumulato tante esperienze insieme. Il nostro trasferimento è stato un po’ caotico con la gravidanza e la nascita del bimbo, ma stiamo sistemando tutto un po’ alla volta. Adesso abbiamo trovato la nostra casa definitiva. Non ci abbiamo messo molto. Il parto? Senza dubbi è stato più tranquillo rispetto al primo. L’esperienza aiuta molto, è stato un momento davvero speciale. Pensavo sarebbe nato in Spagna… e invece ha fatto un cambio di nazionalità. La cosa più importante è che il bimbo sia sano e stia bene. Stavolta ho recuperato in fretta dopo il parto. Sto abbastanza bene ma con tutti i bimbi non ho molto tempo che posso dedicare a me stessa. Ho la fortuna che il mio corpo recupera velocemente, non sto facendo grossi sacrifici”.

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L’amore per Alvaro: “Io vivo per lui e lui per me. La sua felicità dipende dalla mia e mi aiuta sempre quando sono in un periodo negativo. Sono sempre la sua priorità. C’è un’enorme complicità tra di noi. Non è che non discutiamo, ma alla fine l’amore è sempre uguale e intatto”.

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I bimbi sulle orme del papà: “Leo ama il calcio e si sente un calciatore come Alvaro, Ale invece ama sfogliare libri e fare giochi più riflessivi. Leo è uguale ad Alvaro, sempre con un sorriso, dolce  e attivo. Ale assomiglia a me, che sono orgogliosa e con un carattere molto forte. A Madrid andavano all’asilo, a Torino al momento ancora no perché ci sono stati tanti cambiamenti. Ma li porto fuori ogni giorno perché giochino con altri bimbi”.

E sulla pandemia: “Questa è una situazione nella quale l’apporto di ognuno di noi è importante e impatta sull’altro. Ho provato molta tristezza per situazioni che mai avremmo immaginato di vedere. Anche noi siamo stati molto tempo chiusi in casa”.

(Hola)

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