Diletta Leotta: “Libro? A volte mettersi a nudo ti fa sentire meglio. Durante il lockdown…”

Le parole della Leotta a Tuttosport

di piffe

Intervistata da Tuttosport, Diletta Leotta ha parlato così dell’uscita del suo primo libro ‘Scegli di sorridere’.

Buongiorno Diletta Leotta, dopo tanta tv anche un libro. Come nasce l’idea e qual è il messaggio che ha voluto trasmettere? Quale la sorpresa maggiore in questa esperienza?

«Il libro nasce dal desiderio di raccontare la mia versione dei fatti in merito ad alcuni episodi che hanno segnato la mia vita, su cui si sono espressi in molti, ma di cui non ho mai parlato io in prima persona. Scrivere è come una lunghissima seduta psicologica che ti aiuta a vedere meglio le cose che hai vissuto. A volte mettersi a nudo ti fa sentire meglio. Riempire un foglio bianco con le tue parole ti permette di dare il giusto peso e significato a quelle cose che hanno preso un senso diverso perché raccontate da altri».

Sui libri ha dovuto studiare molto per laurearsi in Giurisprudenza. Quanto è stato difficile cimentarsi con la scrittura?

«A me piace scrivere, non ho incontrato particolari difficoltà nella stesura del libro. “Scegli di sorridere” prende forma durante il lockdown quando, avvolta da una bolla, ho avuto più tempo per guardarmi dentro. Il libro si presenta come un diario le cui pagine sono state scritte non direttamente sul computer, ma su fogli di carta del mio quaderno. Un po’ come facevo all’Università, quando durante le lezioni prendevo gli appunti a mano che poi evidenziavo a modo mio».

Il suo podio con i tre più belli che ha letto?

«Mi piace leggere libri motivazionali e di psicologia. Tra i miei preferiti ci sono quelli di Lair Ribeiro, che è uno scrittore e cardiologo brasiliano non molto conosciuto in Italia. Tra i miei libri preferiti ci sono anche “Il Cacciatore di Aquiloni” di Khaled Hosseini e “Open”, l’autobiografia di André Agassi».

Il lockdown ha dato più tempo a tutti per riflettere. Quanto l’ha cambiata e quali le riflessioni più profonde in merito?

«Il periodo di lockdown mi ha dato la possibilità di definire ulteriormente la mia scala di valori, ponendo in primo piano le persone che davvero contano come i miei familiari e gli amici più sinceri. È stato un periodo di profonda introspezione che mi ha anche permesso di apprezzare i traguardi che ho finora raggiunto, ma è stato anche un punto di partenza per gli obiettivi futuri».

È ripartita la A. Chi vede favorita per lo scudetto e chi come outsider?

«Con il mercato in piena evoluzione è difficile fare previsioni. A oggi, nella mia griglia di partenza, in pole position c’è ovviamente la Juventus. Non potrebbe essere diversamente visto che ha vinto gli ultimi nove campionati e ambisce alla “decima”. Mi incuriosisce vedere all’opera Andrea Pirlo, che ha avuto un avanzamento di carriera repentino dall’Under 23 alla prima squadra. In prima fila, metto l’Inter, che si sta rinforzando con uomini di esperienza, che sapranno fare la differenza nelle partite decisive. Sono sicura che l’Atalanta si saprà riconfermare e mi auguro di rivedere Ilicic al top della condizione. Per la quarta posizione vedo una corsa molto serrata tra Milan, Napoli, Roma e Lazio. Tra le rivelazioni, il Cagliari di Eusebio Di Francesco».

Con i suoi post su Instagram regala la sensazione di essere una grande sportiva. È davvero così?

«Mi piace talmente tanto lo sport che ultimamente ho voluto sperimentare anche uno sport acquatico che non avevo mai praticato, il wakesurf. Ma non lo rifarò mai più perché ancora oggi, a più di 10 giorni dalla mia prima e ultima volta, ho ancora un sacco di dolori ai muscoli (ride, ndr)».

Se con un colpo di bacchetta magica potesse diventare una campionessa, in quale disciplina vorrebbe primeggiare?

«Sicuramente nel nuoto per essere la nuova Federica Pellegrini!».

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