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Lady Rossi: “Vale? All’inizio del rapporto avevo voglia di mandarlo a quel paese. I suoi tifosi…”

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Intervista alla modella, fidanzata del campione di MotoGp: Francesca si è confidata ai microfoni di Vanity Fair

Redazione Golssip

"Cosa significa per me avere questo corpo? Allenarsi con costanza, fare sacrifici. Cerco di mantenermi sana e in forma: col mio corpo, io, prima di tutto ci lavoro. Mi creda, serve un minimo di intelligenza per farlo. Da bambina odiavo le mie gambe, dicevano che erano a X. Ho allenato i muscoli, ora mi dico: cavolo, spaccano. Sono una ragazza di sostanza. Bona? Sì. Ma col tempo mi sono fatta conoscere per la mia sensibilità. Oggi mi cercano anche per quello che è Francesca Sofia". Con queste parole la fidanzata di Valentino Rossi si racconta a Vanity Fair.

Pro e contro di essere la fidanzata di Valentino

"Maternità? Siamo una coppia, sogniamo di diventare una famiglia. Quando sarà il momento giusto accadrà. Valentino? All'inizio il nostro rapporto è stato un tira e molla faticoso. A volte avevo voglia di mandarlo a quel paese. Mia mamma mi ha fatto capire che ha responsabilità e impegni enormi, e che avrei dovuto avere pazienza. Abbiamo lavorato di strategia. Io la fidanzata di...? Se hai di fianco un uomo importante, è quasi inevitabile. Però mi fa piacere avere continuato a lavorare per quanto possibile, senza usare il suo nome. Quando ci siamo messi insieme hanno iniziato a cercarmi solo perché ero la sua ragazza. Mi irritava: fino al giorno prima per gli stessi  lavori mi cercavano solo per chi ero io. Se mi dà fastidio? Ma è la verità: sono la sua ragazza, no? Di certo senza Valentino non avrei raggiunto la popolarità che ho oggi. Ma nella mia carriera avrei fatto le stesse cose. Ci avrei messo più tempo ma le avrei fatte. I tifosi di Vale? Sanno che non è un cretino: se ha scelto me un motivo ci sarà. Stare vicino a una persona con una vita così complicata richiede una certa testa. Credo di averlo dimostrato", ha concluso saggiamente Francesca Sofia Novello.

Un'ombrellina

"In realtà è un lavoro come tanti, una tappa della mia carriera di cui vado fiera. A 19 anni non è facile lavorare con persone che ti guardano il sedere quando passi e ti toccano una chiappa quando fai una foto. Quello dei motori è un'ambiente maschilista. Ti devi svegliare, non puoi essere un'oca sorridente. Devi fare l'oca, ma se lo sei davvero è un casino. Pacche sul sedere? Sono per il girl power. Però fa parte del gioco, può succedere. Devi imparare a farti rispettare: se molli la presa passa il messaggio "bella e scema", sei finita", ha dichiarato Francesca.

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