Guido Icardi, intervistato in esclusiva da Gente, ha parlato del fratello Mauro e della loro infanzia insieme. Di tutta la famiglia il calciatore del Galatasaray è quello con il quale ha meno rapporti: ”Mauro è quello con cui ho meno rapporti. Quando eravamo bambini eravamo più uniti“. Guido ha parlato di come Icardi fosse sempre stato un attaccante eccezionale e anche di ciò che lo fa soffrire di questo non rapporto.

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Il fratello di Icardi: “Certo che mi manca. A volte penso che si vergogni della famiglia per…”

"Ha sempre dato il meglio di sé fin da piccolo. È sempre stato il capocannoniere. Era una gioia per tutti“, ammette Guido Icardi. Ma l'esposizione mediatica ha avuto anche un costo, come ricorda Guido: ”Non è bello che il cognome sia diventato sinonimo di tradimento. Ma non la prendo sul personale. La prendo con filosofia. È sempre stato un orgoglio vedere mio fratello che spopola nel calcio, che è un goleador. Sono sempre stato il fratello di Mauro, nel senso che lo conoscevano da sempre perché ha sempre fatto faville in campo“.
-Hai mai sofferto per gli scandali mediatici causati dall'eccessiva esposizione del cognome Icardi?
-Ovviamente non è una bella cosa. A nessuno piacerebbe, ma soffrire, no. Né prenderla sul personale con qualcuno. Gli scandali di Mauro non influenzano la nostra vita quotidiana. Noi viviamo la nostra vita, lavoriamo. Da parte mia, prendo tutto con le pinze e basta.
-E come definiresti il vostro legame?
-Quando eravamo bambini eravamo più uniti, soprattutto quando siamo arrivati in Spagna. Frequentavamo la stessa scuola, facevamo tutto insieme. Mauro era quello che stava un po' più a casa. Ora, Mauro è quello con cui ho meno legami. Ma poi con mia sorella Ivana, con mia madre, con i miei fratellini piccoli, vado molto d'accordo. Il legame non si romperà mai, almeno da parte mia.
-Ti piacerebbe avere un rapporto più stretto con lui?
-Sì, mi piacerebbe che mi chiamasse al telefono e mi dicesse: “Guido, vuoi venire?”. Mi piacerebbe vedere anche da parte sua la volontà di stare con noi. Certo che mi manca. È mio fratello.
-Qualche giorno fa hai detto una frase forte: che secondo te lui si vergogna della sua famiglia. Perché la pensi così?
-Intendo dire che se gli dà fastidio che io parli pubblicamente mentre lui è così esposto, penso che forse gli facciamo vergogna come famiglia, o che possa pensare che non siamo all'altezza o che potremmo dire qualcosa che potrebbe danneggiarlo. Voglio pensare che non gli facciamo vergogna, ma sono pensieri che ti passano per la testa quando vedi quell'atteggiamento dall'altra parte.
(Gente)
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