Bonucci: “Nulla di vero sulle liti alla Juve in Champions. Social? Leggo tutto. In futuro…”

Bonucci: “Nulla di vero sulle liti alla Juve in Champions. Social? Leggo tutto. In futuro…”

Il difensore del Milan si è raccontato a Vanity Fair

di Redazione Golssip

Leonardo Bonucci ha lanciato la sua nuova piattaforma web con SHADO – l’interactive agency parte di H-FARM Industry. In una lunga intervista a Vanity Fair ha parlato della sua famiglia, dei momenti difficili vissuti con il figlio in ospedale, dei professionisti dell’insulto sui social.

La brutta estate del 2016, il figlio Matteo in ospedale: «Prima di entrare in sala operatoria mi ha guardato e mi ha fatto il verso del leone», ci rivela il difensore, «è il ricordo più nitido che ho di quei giorni terribili. Io gli dicevo sempre che era il mio leone. Quindi, nonostante la situazione, ha trovato la forza per farmi un ruggito. Pensare che eravamo tutti insieme, dopo l’Europeo. Ci siamo svegliati la mattina e Matteo si comportava in maniera strana. Allora siamo andati in ospedale e ci siamo usciti dopo 25 giorni. La scala delle priorità cambia, guardi le cose da un’altra prospettiva. Nella sfortuna, abbiamo avuto la fortuna che tutto si sia risolto per il meglio: episodi così ti uniscono ancora di più. i leoni tatuati sulla spalla sono i miei figli? Sì, li ho fatti passata la paura. Quello più “coraggioso” è Matteo. Mentre quello più attento, curioso, è Lorenzo».

Il figlio Lorenzo tifa Torino: «La maglia che ha indossato nel derby? Mia moglie non mi aveva detto né che lui gliel’aveva chiesta né tantomeno che lei gliel’aveva comprata. Così, quando io gli ho detto mettiamoci la maglia della Juventus per vedere la partita, lui mi ha detto “no, io ne ho un’altra”. Me lo sono visto apparire dalla camera vestito granata. Mi sono fatto una risata e gli ho fatto la foto che poi ho postato sui social».

Social: «I commenti? Sì, io leggo quasi tutto. E quando ti insultano la famiglia, sopratutto dopo che hai passato certe cose, ti sale il veleno dentro. Vorresti andarli a prendere a casa, poi magari sono gli stessi che ti chiedono un selfie se ti incontrano. Certo, bisogna farsi scivolare addosso certi commenti e concentrarsi sul resto. I social sono pericolosi, ma possono essere anche importanti per far passare messaggi positivi».

Una nuova piattaforma web: «Sì, è stata mia moglie Martina a portarmi dentro il mondo H-FARM dove ho trovato un grande gruppo. La parola d’ordine sarà interattività. Ci sarà anche un cartone animato, “Big”, un sorta di alter ego col quale racconterò aneddoti della mia vita su richiesta dei tifosi».

Anche le presunte liti negli spogliatoi con alcuni compagni?

«Ci saranno anche aneddoti di campo. Ma non c’è niente di vero in tutto quello che è stato scritto riguardo all’intervallo della finale di Champions».

L’esclusione dal Mondiale: «Fino all’ultimo pensavamo di poter raddrizzare la partita. E’ stata una delusione incredibile anche per noi giocatori, ma lo sport a volte riserva pure delusioni. Il calcio italiano?m Penso che avrebbe bisogno di persone come Tommasi, Maldini, Costacurta. Gente che conosce bene questo sport, che è stata una bandiera del movimento. io in Federazione?Io voglio provare a fare l’allenatore. Ma prima, a carriera conclusa, voglio farmi qualche bel viaggio con tutta la famiglia. Prima tappa, il Perù».

(Vanity Fair)

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