Giorgia Rossi: “Da giovane seguivo la Roma, ora sono super partes. Scudetto? Dico Lazio”

La conduttrice TV si è raccontata in un’intervista a Libero

di piffe

Lunga intervista concessa da Giorgia Rossi a Libero: la conduttrice TV Mediaset si è raccontata in una chiacchierata nella quale ha trattato diversi temi:

«Eravamo un po’ a digiuno, finalmente passiamo dalle minestrine alle pastasciutte. Scherzi a parte, serviva un segnale e anche grazie al miglioramento dei numeri è stato
possibile ripartire. Non vediamo l’ora di tuffarci nel campionato».

Sarai la protagonista assoluta del racconto-tv per Mediaset. Una bella responsabilità.

«Andremo in onda tutti i mercoledì e le domeniche su Italia 1. Chiedo ai ragazzi di uscire le altre sere e di non perdersi le nostre trasmissioni, così mettiamo ordine alla marea di partite in programma».

Con le partite alle 21.45 vi toccherà fare tardi…

«Con me ci saranno Ciro Ferrara e Graziano Cesari. Sarà una lunga estate… In fondo ci sono abituata».

Ora la A, due anni fa il Mondiale.

«Il Mondiale russo è stato una grande esperienza, questa volta andremo molto più lunghi con la Champions ad agosto. Sarà stimolante per me e per tutta la squadra di Pressing».

Giù la maschera, hai una squadra del cuore?

«Tutti hanno una squadra del cuore,inutile nasconderlo. Da giovane seguivo la Roma, con il tempo è cambiato l’approccio, si diventa super partes in nome della professione».

Non ti sembra che nel calcio siano tutti piuttosto “ingessati”?

«È così, sia tra chi lavora, sia tra i protagonisti.Un tempo si poteva entrare negli spogliatoi “a caldo”, si riusciva a far conoscere gli uomini oltre ai calciatori. Ora è più complicato».

Vieri su Instagram ha dato una svolta alle interviste ai calciatori…

«Bobo è una forza, ha messo a suo agio i suoi ex compagni di viaggio».

C’è un giocatore che ti piacerebbe intervistare?

«Quelli più giovani non mi entusiasmano particolarmente, sono più interessanti “i vecchi”: da Buffon a Bonucci, oppure Kolarov. Il sogno resta Messi: parla pochissimo, mi piacerebbe riuscire a “scioglierlo” un po’».

Quando ti sei appassionata al calcio?

«La prima partita all’Olimpico l’ho vista a 8 anni con papà e nonno, a 13 le guardavo tutte allo stadio. Mio padre mi ha sempre detto “avrei voluto un maschio per giocare a pallone” e l’ho vissuta come una sfida. Alla fine il calcio è diventata la mia passione».

Confessa: i calciatori ci provano?

«No, giuro. Forse sono diventata vecchia…».

Un collega a cui ti ispiri?

«Da bambina sognavo di diventare Ilaria D’Amico, mi ispiravo a lei, poi mi sono accorta che devi prendere il meglio da ognuno, maschio o femmina che sia».

Di Paola Ferrari che dici, sarete in competizione…

«Non ho l’ossessione degli ascolti, poi magari mi verrà. Gli ascolti non sono indice di qualità, vanno rispettati, però fissarsi è controproducente. E con Paola c’è stima e rispetto».

Il calcio femminile, assai pompato un anno fa, è stato chiuso senza neppure un tentativo…

«È un po’ il difetto del nostro Paese: passiamo dai facili entusiasmi all’indifferenza. Dovremmo esserci abituati ormai…».

Il calciomercato ti piace?

«Mi piacciono le “bombe” alla Maurizio Mosca perché fanno sognare».

Chi vince la Coppa Italia?

«La Juventus. È più attrezzata e abituata. Anche se io adoro Gattuso, davvero un grande uomo».

E lo scudetto?

«Devo tirare la monetina. Dico Lazio per non dare tutto alla Juve».

Rimane la Champions…

«Spero in un’italiana ovvio, ma credo che vincerà il Bayern Monaco».

Apperò…

«Tanto, guarda, non azzecco mai un pronostico…».

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