Il giornalista denuncia dieci rigori ignorati nelle prime cinque giornate e accoglie il ritorno dell'intervento del VAR, pur restando scettico sul futuro
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«C'è speranza!». Paolo Ziliani accoglie con queste parole quanto accaduto durante Inter-Parma, dove il VAR è tornato protagonista con un intervento che ha portato alla concessione di un calcio di rigore. Per il giornalista si tratta di un segnale importante, soprattutto alla luce delle polemiche arbitrali che hanno accompagnato le prime giornate di Serie A.
Ziliani non risparmia un'altra durissima critica a Daniele Orsato e al nuovo indirizzo arbitrale, che a suo giudizio avrebbe portato a una sostanziale riduzione degli interventi della tecnologia.
Ziliani: «Forse Orsato ha capito»
Il giornalista scrive sui social:
«C'è speranza! Folgorati sulla via di Lissone gli arbitri di colpo riscoprono il VAR; forse Orsato ha capito che il suo Nuovo Corso stava portando il calcio italiano dritto all'inferno».
Il riferimento è proprio a quanto accaduto a San Siro:
«Dopo 10 rigori plateali non visti in campo e ignorati in sala VAR che avevano ridotto la Serie A a Far West del regolamento, ieri a San Siro il miracolo: il VAR resuscita e ne fa concedere uno».
Ziliani si augura che non sia soltanto un episodio isolato:
«Se Orsato ha compreso che così non si poteva continuare, allora quella di ieri sarà una giornata da ricordare. Ma durerà?».
«L'integrità del regolamento è minacciata»
Il giornalista tiene poi a precisare che la sua riflessione non nasce dai risultati delle singole squadre.«Che l'Inter e il Napoli ieri abbiano vinto o perso, che Juventus, Milan, Como e Roma oggi vincano o perdano non ha, visto il momento che il calcio italiano sta attraversando, alcuna importanza».
Secondo Ziliani, esiste infatti una questione molto più importante:
«Almeno rispetto al problema, ben più delicato e urgente, della minacciata integrità del regolamento che l'improvvisa sparizione del VAR (un solo intervento effettuato in 50 partite: fatto del tutto inspiegabile avendo comportato la commissione di almeno 15 marchiani errori molti dei quali decisivi ai fini del risultato) aveva a tutti gli effetti determinato trasformando la Serie A italiana in un campo franco con regole proprie, diverse da quelle dell'IFAB seguite e valide in tutti i Paesi del mondo».
Si tratta di numeri e valutazioni riportati dal giornalista nella sua analisi, con cui contesta apertamente la gestione degli episodi arbitrali di questo avvio di campionato.
«Il calcio è un bene comune, non può essere maneggiato a piacimento»
Ziliani insiste soprattutto sulla necessità di un'applicazione uniforme delle regole:«Per questo motivo, visto che il calcio è un bene comune e non può essere maneggiato, alterato e rimodellato a proprio piacimento, ma tutelato rispettandone identità e essenza, non parlerò oggi di Inter-Parma 3-0 e di Napoli-Frosinone 3-0: parlerò del VAR che ieri in Inter-Parma è finalmente tornato tra noi. Ridandoci una speranza».
Nella parte successiva del suo intervento, il giornalista torna sui presunti errori commessi nelle prime cinque giornate:
«Poiché erano stati almeno dieci, nelle prime cinque giornate, i rigori che gli arbitri non avevano visto e che gli addetti al VAR - nel Centro di Lissone dove non si capiva cosa fossero andati a fare - avevano indegnamente fatto finta di non vedere pur di fronte a immagini inoppugnabili...».
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