Ziliani incredulo: "La morte del giornalismo! Ecco chi fece da ds a Moggi convincendo Capello"
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L'intervista di Ivan Zazzaroni a Fabio Capello in occasione dei suoi 80 anni ha riportato il nastro dei ricordi al momento nel quale l'allenatore decise di accettare la corte della Juventus (dopo - come ammesso dallo stesso Capello - aver affermato che non sarebbe mai andato alla Juve). Il direttore del Corriere dello Sport vuole togliersi una curiosità e dalla risposta di Capello si evince uno scenario decisamente inquietante, che ci riporta a Calciopoli.
"FANTASTICO! Il d.s. della Juventus di Moggi era Tosatti. "Mi contattò - rivela Capello -, mi disse che la Juve mi voleva e poi la Juve gli diede l'esclusiva". La morte del giornalismo in diretta video Ivan Zazzaroni intervista Capello per i suoi 80 anni e cade nel panico da cui non riesce a uscire all'inattesa rivelazione del tecnico: il grande giornalista era uno strumento nelle mani della Cupola (...) Lasciando completamente di stucco Zazzaroni, che mai avrebbe immaginato che lo scenario del discusso passaggio di Capello dalla Roma alla Juventus nella primavera del 2004 si fosse concretizzato nelle modalità svelate a sorpresa dall’allenatore (“Quando lasci la Roma per la Juventus, il giorno dopo sul Corriere della Sera Tosatti dà il buco a tutti - dice Zazzaroni -. Perché? Gliel’hai detto tu!”, afferma il direttore del Corsport sicuro di avere colpito nel segno; invece Capello racconta che a contattarlo in prima persona fu Tosatti stesso e che la Juventus, in cambio della collaborazione data dal giornalista e della buona riuscita del tutto, gli concesse poi l’esclusiva del clamoroso scoop a beneficio del Corriere della Sera), lasciando di sasso Zazzaroni, dicevo, che non essendo uno stupido e rendendosi conto che la rivelazione sputtanava il Grande Maestro mettendo il timbro alla peraltro già acclarata collusione offerta da Tosatti alla Cupola di Moggi (per chi l’avesse dimenticato riconosciuta in Cassazione come associazione per delinquere), Zazzaroni andava in tilt e non si riprendeva più arrivando persino a dire in piena disconnessione mentale: “I giornalisti di una volta!”, frase che denota apprezzamento là dove dovrebbe invece esprimere dissenso e biasimo per lo sfregio fatto da Tosatti alla professione e alla missione del giornalista: che fino a prova contraria dovrebbero stare a cuore e essere difese da ogni giornalista", ricostruisce con toni giustamente increduli Paolo Ziliani nel suo approfondimento.
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