Paola Ferrari: "Assenza Italia grave, Gattuso non era in grado. Questo il mio ultimo Mondiale"
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Paola Ferrari ha rilasciato una lunga intervista al settimanale Chi. La giornalista è la padrona di casa di Notti Mondiali in onda sulla Rai: «Dopo tanti anni credo, senza falsa modestia, di avere un mio pubblico. Quando ho condotto Il processo al 90° con Marco Mazzocchi abbiamo ottenuto ottimi ascolti anche giocando sul nostro rapporto in stile “Sandra Mondaini e Raimondo Vianello”. Ai Mondiali posso scherzare meno, ma mi piace creare un’atmosfera famigliare». Paola non dimentica le cadute nel suo percorso e nella sua carriera: «C’è stata in passato una persona che, dalla sera alla mattina, mi ha detto, due settimane prima di una partita della Nazionale, che non avrei più seguito l’Italia. E, dopo che avevo condotto il programma sugli Europei che abbiamo vinto, ha chiamato quaranta giornalisti per seguire i Mondiali e non me. Però ognuno fa le sue scelte. Se sono ancora qui, vuol dire che non mi sono abbattuta». Alla domanda se questo sarà il suo ultimo Mondiale Paola Ferrari, per la prima volta, non ha dubbi: «Sì, sarà il mio ultimo Mondiale con la Rai perché, fra uno o due anni, vado in pensione e, magari, il prossimo lo seguirò per un podcast, vediamo cosa succederà».
paola ferrari vs ferragni (1)
Da italiani non ci rincuora la caduta di squadre come Germania e Olanda?
«No, perché la nostra assenza da questo Mondiale è gravissima, loro almeno sono usciti ai sedicesimi di finale ai calci di rigore. Se avessimo avuto in panchina Roberto Mancini o Claudio Ranieri al posto di Rino Gattuso, saremmo lì a combattere anche noi. Perché non possiamo dare sempre la colpa ai giocatori. Non avremo dei fuoriclasse, ma abbiamo ottimi calciatori».
Oggi si parla di Antonio Conte come prossimo selezionatore.
«Sarei molto felice perché ho commentato gli Europei quando lui era commissario tecnico e ho sofferto quando siamo usciti. Da mesi dico che è giusto che Conte abbia un’altra chance».
Che cosa ha sbagliato Gattuso?
«Alla Nazionale serve un selezionatore, uno che abbia idee e che sappia costruire partendo dai giovani, come fece Roberto Mancini. Gattuso non era assolutamente in grado di fare il commissario tecnico. Magari è un buon allenatore, ma sicuramente non è un commissario tecnico».
Mancini è stato l’ultimo a vincere sulla nostra panchina.
«Sì, ed è stato criticato quando è andato via perché siamo tanto bravi a parlar male, eppure ci ha fatto vincere un Europeo grazie anche allo spirito di Gianluca Vialli che ha dato l’anima a quella squadra».
(Chi)
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