Tancredi Palmeri ha analizzato la disfatta dell'Italia con la Bosnia, cercando di concentrarsi prevalentemente sulla partita giocata dagli Azzurri e non sulle cause che hanno portato il movimento italiano all'ennesima terribile esclusione dal palcoscenico mondiale. L'Italia, rimasta in 10 dopo l'espulsione di Bastoni, ha giocato una partita difficile. Con i calci di rigore ogni speranza è stata riposta. "Farò una premessa. Proverò a parlare quanto più possibile della partita, non delle cause del crollo del calcio italiano. Quelle sono già note. Parlerò di questa disfatta. Andiamo per gradi. L'Italia ha fatto anche le cose giuste fino all'espulsione. È vero che l'espulsione arriva dopo che l'Italia ha preso a schiacciarsi un po' troppo. Però è anche vero che fa un po' parte dell'ordine delle cose quando vai in vantaggio. Scellerato l'intervento di Bastoni, rientra tutto nel suo momento. La testa non è mai libera quando succede quello che è successo a lui. L'infortunio, ha provato a stringere i denti. Era stata anche una resistenza epica. L'Italia lasciava sempre vuota la tre quarti, ma usava l'intelligenza. Dopo l'espulsione c'è stata una resistenza epica. Ma davanti avevi la Bosnia, non l'Olanda. Non avevi neanche i Cannavaro, ecc... Dal punto di vista difensivo le uniche cose che sbaglia l'Italia sono l'intervento di Bastoni e quello di Mancini sul gol. La cosa clamorosa è che alla fine dei supplementari chiudiamo 13 occasioni a 7, comunque 11:5 nei tempi regolamentari. L'occasione più grossa è stata quella di Moise Kean. Se andate a ritroso ci sono tanti errori contro la Svezia, contro la Macedonia. Possibile che in 10 contro 11 il massimo fosse davvero questo? Abbiamo avuto l'occasione anche nei tempi supplementari", ha spiegato il giornalista di Sportitalia.

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Palmeri: “Bastoni, fa tutto parte del suo momento. Via Gattuso? Proviamo a chiedere a…”

Una domanda e un suggerimento
—"Poi i calci di rigore. Io ho solo una domanda. Due sono i vantaggi che puoi scegliere: o scegli di tirare verso la curva amica o di tirare per primo. Non so perché Donnarumma abbia scelto di tirare per secondi. Non capisco come sia possibile che non abbiamo tirato per primi e che abbiamo tirato anche verso la curva loro. Ovvio che avessimo uno svantaggio psicologico. Non era stata nemmeno interpretata male la partita. Bastoni disastro, Mancini fa quel disastro, Gigio non ha parato nessun rigore ma comunque non sarebbe servito a nulla. Li sbagliamo in una maniera in cui abbiamo paura. Tirandoli forti fuori o sulla traversa. Eravamo fragili e tutto ha influito. Non stavano facendo nemmeno male. Se poi guardiamo il quadro generale, Rino ci ha anche provato e ha anche dato un senso di appartenenza. Non è stato la colpa ma nemmeno la soluzione. Si può continuare ancora con lui, con Buffon? Gravina non lo nomino nemmeno, doveva dimettersi ieri. Il concetto non è se hai fatto bene o male, non si può dire che Rino abbia fatto bene. Il concetto è che adesso è un nuovo ciclo e allora lo ripensi dalla base. Un nuovo ciclo anche tecnico. Come con Mancini, abbiamo giocato bene come giocavamo con Prandelli e con Lippi. De Zerbi, che è andato al Tottenham, non so se possa essere giusto. Pur non essendo stata colpa di Rino, l'Italia anno zero deve forse lavorare di fantasia e ripensare tutto. Magari si può chiedere a Simone Inzaghi se ha voglia. Difficile trovare un senso. Che amarezza, che c***o di amarezza", ha concluso Tancredi Palmeri in diretta dallo stadio dove l'Italia ha detto addio al sogno di qualificazione.
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