Le parole della moglie di Sinisa, che racconta a Chi come ha deciso di sopravvivere al dolore

Arianna Mihajlovic si è raccontata ai microfoni della rivista Chi. Per la prima volta la moglie di Sinisa ha provato a descrivere i suoi sentimenti dopo la scomparsa dell'allenatore del Bologna: “Lo sentivo per casa, ovunque”. Arianna ha scelto di vivere con il figlio Nicholas (il più piccolo), che le è stato molto vicino: “Mi vedeva da sola e mi chiedeva quando sarei uscita: si sentiva in colpa se rimanevo a casa“. C'era il rischio di cadere in depressione, bisognava sforzarsi di andare avanti. Anche con il sorriso: “Io ho un fratello che è stato male di depressione, lo capisce? Io stessa ho rischiato di cadere nella depressione. Non posso, non potevo, non devo“.

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Ho visto per troppo tempo persone appese alla vita. Un conto è parlare di dolore, un altro è viverlo. Mio marito una settimana prima di morire ha fatto dieci chilometri di corsa e io mi devo abbattere o cadere nella depressione? No! Continuo a vivere per i miei figli” ha spiegato Arianna, che si è sempre sforzata di sorridere nonostante il dolore: “Lui ci sarà sempre, fino a quando non lo ritroverò… perché lo ritroverò” Tra i figli la più fragile è Viktorija, la più grande, che aveva un amore particolare per il padre: “Lei dice ‘Non troverò mai un fidanzato come papà’” ha confessato. Arianna risponde anche a coloro che l’hanno criticata per i suoi comportamenti e i suoi atteggiamenti: “Giudicatemi pure, non me ne frega niente“.

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