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Melissa Satta: “Attaccata per la mia storia sentimentale, accusata di ogni cosa. Un titolo…”

Melissa Satta: “Attaccata per la mia storia sentimentale, accusata di ogni cosa. Un titolo…” - immagine 1
Il lungo messaggio della ex Velina per sensibilizzare sulle tematiche del bullismo e del sessismo

Melissa Satta ha deciso di dire basta al sessismo e ai messaggi che giornalmente le arrivano, nei quali neanche troppo velatamente si parla la si accusa di distrarre il compagno, Matteo Berrettini. La ex Velina ha condiviso numerosi video nei quali fa passare un messaggio importante: "Di solito non faccio questi video, ma sto vivendo da qualche tempo una situazione sui social surreale con messaggi di insulti, messaggi che io definisco di bullismo e anche di sessismo. Sono due temi che per me sono molto importanti. Sono molto sensibile a queste due cose. Non solo per me stessa, perché questo è quello che vivo io ma voglio lanciare proprio un messaggio per le tante ragazze che vivono ogni giorno situazioni del genere. Io vengo attaccata per la mia storia personale, per la storia sentimentale che sto vivendo. Però poi ci sono tante ragazze che ogni giorno vengono bullizate per tantissimi altri motivi. Penso che nel 2023 non debba più esistere né questo tipo di bullismo né questo tipo di sessismo. Penso che anni fa ho scelto e accettato di essere un personaggio pubblico e quindi accetto qualsiasi cosa comporti essere un personaggio pubblico. Mi chiedono foto, autografi e sono molto contenta di questo. Sono contenta di raccontarmi sui media, di raccontarvi dei miei progetti di lavoro, del mio ruolo di donna e mamma anche se poi anche io amo tenere alcune cose per me, amo la mia privacy".

Melissa Satta: “Attaccata per la mia storia sentimentale, accusata di ogni cosa. Un titolo…” - immagine 1

"In questo momento sto semplicemente cercando di vivere una relazione sentimentale con un altra persona. Sto semplicemente provando anche io ad essere felice e vivere un momento di pace e tranquillità. Penso che questo non sia una colpa. Sono una ragazza normale, una mamma normale che si alza la mattina e porta il figlio a scuola. Vivo una vita normale fuori dai riflettori. Certo, vado in televisione. Faccio un bellissimo lavoro che poi mi permette di mantenere mio figlio. Faccio tante belle cose e cerco di vivermi la mia vita. Io vengo in questi giorni accusata, accusata di ogni cosa. Forse di essere donna? Ancora nel 2023 si punta il dito contro la donna solo perché il compagno vive un momento diverso, un po' difficile nel proprio lavoro. E se invece i ruoli fossero stati al contrario? E se fosse stata la donna a vivere un momento lavorativo difficile l'uomo sarebbe stato veramente colpevolizzato in questa maniera? Colpevolizzata perché? Perché sono donna e faccio che cosa? Penso che ognuno di noi passa avere un momento più o meno complicato nella propria carriera. Non concepisco questo tipo di ignoranza e vorrei dire basta a questi leoni da tastiera che aprono Instagram e dicono ma sì, perché oggi non insultiamo Melissa? Magari può essere domani Francesca, Samantha, Giorgia. Ma se questa donna fosse vostra mamma, vostra sorella, vostra nipote... Ho letto tantissimi commenti da uomini con figli e poi le donne. Diciamo tanto della solidarietà femminile, ma poi perché devo ricevere tanti di quei messaggi di cattiveria da altre donne? Noi dovremo unirci, gli uomini ci dovrebbero proteggere. Ed essere forse anche più gentili. E' un tema molto delicato, questo. Un'altra cosa che mi ha molto ferito oltre leggere questi commenti sono stati i titoli dei giornali scritti dai giornalisti. Hanno scritto la Satta deve essere difesa, ma da che cosa? Dal vivere una storia sentimentale? Dall'amare il proprio compagno? Dal cercare di vivere una vita normale? Non devo essere difesa da nessuno. Ieri poi sono rimasta a bocca aperta perché una testata giornalistica importante ha fatto un titolo surreale: Melissa porta sfortuna. Ma perché? Vi allego il titolo che hanno fatto e la lettera che il mio avvocato gli ha scritto per cercare di sensibilizzare. Questo non lo faccio solo per me perché negli anni ho imparato a farmi scivolare addosso tante cose ma lo faccio per le tantissime ragazze che ogni giorno vivono situazioni di bullismo e sessismo. Cerco attraverso la mia storia di aiutare tante altre situazioni. Io direi basta, facciamoci tutti un esame di coscienza. Non voglio che mio figlio cresca con tutto questo odio, anche lui un giorno avrà un profilo social e mi sento male al pensiero di fargli leggere tutte queste cose. Cerchiamo di essere tutti un pochino più uniti sui social e cerchiamo di sopportarci un po' di più. Se qualcuno non ci piace possiamo sempre bloccarlo. Cerchiamo di avere più rispetto e di combattere insieme bullismo e sessismo", ha concluso Melissa Satta condividendo il titolo del Corriere della Sera che l'ha spinta a muoversi per vie legali.

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