Federica Zille è stata ospite del podcast Centrocampo. Ai microfoni la giornalista di Dazn ha espresso concetti chiari e condivisibili sulla competenza femminile nel calcio: "Credo che la gente da casa sia in grado di distinguere una giornalista sportiva da una conduttrice che ha più che altro la bella presenza e non la competenza. Rosico quando viene usata la definizione giornalista per ragazze che non fanno nulla per passare per esserlo: ci tengo a mantenere divisi i due piani". Ai microfoni del podcast Federica Zille ha poi raccontato un retroscena legato alle notizie che non piacciono agli uffici stampa dei club. In questo caso il racconto riguarda il Milan.

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Federica Zille: “Club che mi hanno impedito di dare notizie? L’addetto stampa del Milan…”

Federica Zille ha poi risposto alla spinosa domanda che riguarda presunti divieti da parte dei club di calcio di raccontare determinate cose o di dare determinate notizie: "Il ruolo degli uffici stampa è quello di andare a parare i colpi, lì dove si presenta qualche criticità. Mi è capitato in diverse partite di raccontare cose che succedevano sugli spalti. A San Siro sugli spalti c'era un personaggio che stava creando scompiglio perché girava con la maglietta di Paolo Maldini, in tribuna al primo rosso. Ovviamente arriva uno della security e lo riaccompagna sul posto. Ho raccontato questa scena e poi è arrivato l'addetto stampa del Milan, che mi ha detto: "Ma chi te l'ha raccontata, questa cosa?". E io gli ho detto: "Guarda, mi sono girata perché ho sentito casino al primo rosso e ho visto la scena". "Eh ma devi proprio raccontarla?", mi ha detto. Fa ridere dal mio punto di vista perché è un contorno gustoso da raccontare. Ma soprattutto c'è anche la notizia, no? Dopo che Paolo Maldini è stato escluso dal Milan - perché questa è la verità - comunque la gente ha delle opinioni che sono discordanti con la società. Per me era contorno ma anche notizia, e non puoi impedirmi di dare una notizia".
(Centrocampo)
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