Tania Cagnotto si racconta: “Con il lockdown mi è crollato il mondo addosso: non ho più…”

Tania Cagnotto si racconta: “Con il lockdown mi è crollato il mondo addosso: non ho più…”

L’intervista della ex tuffatrice alla rivista Elle

di Redazione Golssip

“Per  20 anni i tuffi sono stati la mia priorità. Che non vuol dire solo allenarsi sei ore al giorno, ma avere un pensiero fisso piantato nella testa. Rigare dritto, mangiare bene, andare a letto presto, gestire l’agitazione prima delle gare, lo stress del risultato, la delusione se va male. Già dopo Londra ero stufa di quelle emozioni ma ho continuato perché cercavo un riscatto. Ora però è diverso. Ho 35 anni e alla mia età il tempo conta: sacrificare un anno per le Olimpiadi, senza la sicurezza che poi si facciano davvero è un azzardo troppo grande”. A parlare è Tania Cagnotto, ex tuffatrice che ha deciso di rinunciare ai Giochi di Tokyo per un buonissimo motivo: un figlio in arrivo.

Il momento più buio: “Quando io e Francesca (Dallapé) stavamo per prenderci la nostra rivincita è arrivato il lockdown. Mi è crollato il mondo addosso. Con tutta la fatica che avevo fatto per tornare in forma, sapevo che uno stop così sarebbe stato irrecuperabile. Lì mi sono lasciata andare e ho iniziato a concedermi grandi mangiate. Che poi era la sola cosa che si potesse fare. L’unico momento buio ce l’ho avuto con l’annuncio del rinvio delle Olimpiadi: mi aspettavo di prenderla bene, e invece no. Pensavo sarei stata fatalista. Ma no: ho patito. Tanti mi dicevano: che cosa vuoi che sia un altro anno? Ma a me non stava nella testa. Non ho più la grinta per fare sacrifici. Già arrivare ad agosto era lunga. Fosse stato ottobre… ma un anno intero era troppo lungo. E allora ho scelto di vivere. Mi sono lasciata andare, sono rimasta incinta”.

L’accusa di essere antifemminista: “Enfasi sulla scelta della famiglia? Forse Lia Celi (che aveva messo l’accento sulla sua rinuncia alla competizione) non ha considerato che tuffarsi col pancione non è possibile, quindi la scelta era obbligata. Ho deciso di smettere e di avere un figlio perché non volevo rimandare un altro anno e di Olimpiadi ne ho fatte cinque. La mia ambizione l’ho realizzata pienamente. Se non ci fosse stato il Covid, molto probabilmente o nel sincro o nell’individuale alle Olimpiadi ci sarei andata. Polemica sterile”.

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