Golssip SOCIAL Biasin: “Ausilio ha capito che all’Inter non lo ritenevano più importante. Prima però ha detto una cosa”

Biasin: “Ausilio ha capito che all’Inter non lo ritenevano più importante. Prima però ha detto una cosa”

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Il giornalista ricostruisce le ultime settimane del direttore sportivo nerazzurro e traccia un bilancio dei suoi 28 anni all’Inter

Piero Ausilio lascerà l’Inter dopo 28 anni. Fabrizio Biasin ricostruisce le ultime settimane del dirigente nerazzurro, partendo dalla proposta di rinnovo ricevuta dal club e dalla decisione di non accettarla.

Secondo il giornalista, qualche settimana fa ad Ausilio era stato offerto un solo anno in più di contratto, dal 2027 al 2028. Una proposta che il direttore sportivo avrebbe letto come un segnale piuttosto chiaro.

Biasin: «Ha capito che non lo ritenevano più importante»

Scrive Biasin:

«Qualche settimana fa gli è stato proposto un anno di prolungamento (dal 2027 al 2028), ha capito che a monte non lo ritenevano più importante — in realtà lo aveva compreso da tempo — e ha declinato l’offerta».

Ausilio, però, non avrebbe voluto lasciare il lavoro a metà. Prima di qualsiasi altro passo, avrebbe posto una condizione:

«Prima però devo portare a termine il mercato».

E così è stato. La sessione estiva è stata completata, poi la situazione è arrivata al punto di rottura.

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«Ha preso dei granchi e ha azzeccato grandi colpi»

Biasin ripercorre poi i 28 anni di Ausilio all’Inter senza trasformarli in una celebrazione senza sfumature.

«Ha sbagliato alcune cose e ne ha azzeccate altre, ha preso dei granchi e acchiappato succulenti parametri zero, è inciampato nei Kondogbia e ha brillato con i Calhanoglu e i Thuram».

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Operazioni che negli anni gli sono valse critiche e complimenti, spesso con giudizi completamente opposti.

Ma per Biasin il lavoro di un direttore sportivo non può essere ridotto al semplice elenco degli acquisti riusciti o sbagliati.

«Prendere giocatori e costruire squadre sono due cose diverse»

È questo il punto centrale del suo ragionamento:

«Il bravo direttore sportivo non si valuta per un giocatore indovinato o uno sbagliato, ma per cose decisamente più importanti».

Un ds, secondo Biasin, deve soprattutto saper gestire gli equilibri di una rosa, convincere chi deve partire, trattenere chi viene corteggiato da società più ricche e mettere insieme giocatori con ruoli e personalità differenti.

«In definitiva, è quello che riesce a costruire squadre all’altezza. “Prendere giocatori” e “costruire squadre” sono due cose molto molto molto diverse».

Ed è proprio su questo terreno che Biasin promuove il lavoro svolto da Ausilio insieme al resto della dirigenza interista.

«Ogni primo settembre tutti indicano l’Inter come favorita»

Il giornalista sottolinea come, nonostante disponibilità economiche spesso limitate e mercati complicati, l’Inter sia riuscita negli ultimi anni a presentarsi regolarmente ai nastri di partenza come una delle squadre da battere.

«Questa cosa è certificata non dal qui presente pelato, ma da tutti coloro che ogni primo settembre — cascasse il mondo — indicano l’Inter come la favorita, quella che deve vincere, la più forte».

Il tutto, aggiunge Biasin, mentre il club riusciva contemporaneamente a rimettere in ordine i conti.

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«L’Inter perde un grande interista»

Il giudizio finale va oltre il dirigente.

«A meno di sorprese, l’Inter dopo 28 anni perderà Piero Ausilio, un bravo dirigente».

Una valutazione sulla quale, riconosce Biasin, è legittimo avere opinioni differenti. Su un altro aspetto, invece, per il giornalista ci sono molti meno dubbi:

«L’Inter senza Piero Ausilio perde un grande interista».

E chiude ricordando una frase pronunciata dallo stesso Ausilio pochi mesi fa:

«Io l’Inter ce l’ho dentro».

Dopo 28 anni, quella lunghissima storia sembra ormai arrivata ai titoli di coda.

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