Selvaggia Lucarelli ha parlato ai microfoni di Chi della sua nuova avventura televisiva nel ruolo di opinionista del Grande Fratello Vip, condotto da Ilary Blasi.

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Selvaggia Lucarelli: “Ballando? Non so mai se mi richiamano. Ad un provino rosicai perché…”
A proposito, come ha preso Milly Carlucci la notizia del suo passaggio al GfVip?
«Aveva anticipato i tempi dicendo che ci sarebbe rimasta male se un componente della sua giuria fosse passato dall’altra parte. Ma non sto cedendo la paletta, sto facendo solo un’altra esperienza lavorativa. Del resto non penso si possa pretendere che, in un anno, partecipi a un solo programma».
Non ha esclusive?
«Da dieci anni i miei contratti a Ballando si concludono sempre con l’ultima puntata. E non so mai se sarò richiamata. Forse è una loro tattica. Come quei mariti che non ti sposano ma rimandano sempre, perché, un domani, potrebbero lasciarti e, quindi, non ti vogliono dare sicurezza».

Selvaggia Lucarelli racconta anche di aver tentato la carriera dell'attrice, ma di aver desistito con il tempo: «Vedevo che metà delle ragazze erano più belle di me l’altra metà erano più brave. E poi ce n’era qualcuna che era più bella e più brava. Feci un provino per un film, che fu il primo di Micaela Ramazzotti. Ci contendevamo la parte. Entrai e la responsabile del casting mi disse: “Ah sì, ti vedo, ma tanto ho già scelto quella prima di te, ha una bellezza incredibile”. E io rosicai tantissimo, ma poi diventò Micaela Ramazzotti. Feci anche il provino per Bagnomaria di Giorgio Panariello, e presero la Arcuri. Infine, ne feci uno per Carlo Verdone, e presero Anita Caprioli. Ero sempre sconfitta in partenza». E su De Martino, prossimo conduttore del Festival di Sanremo, ha aggiunto: «Intanto Stefano è uno che studia. Ho sentito che si è comprato tutti i libri possibili sull’argomento perché vuole capire cosa rappresenti Sanremo per la storia e la cultura del Paese. E poi, sul lato dello show, è molto bravo. Voglio solo vedere quali donne porterà sul palco, perché tutte le cose che fa hanno un’impronta molto maschile. A lui piace ricreare il bar, ha un rapporto molto cameratesco con i suoi collaboratori. E sono curiosa anche di scoprire come gestirà proprio questo cerchio magico di presenze fisse dei suoi programmi. In questo aspetto mi ricorda Fabio Fazio, gli piace avere punti di riferimento costanti. Ma, per un evento come Sanremo, dovrà allargare la rosa».
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