Federica Pellegrini: “Capisco chi va a correre. Non è un caso che ci sia questo virus, credo…”

Federica Pellegrini: “Capisco chi va a correre. Non è un caso che ci sia questo virus, credo…”

L’intervista alla nuotatrice italiana sulla rivista Chi

di Redazione Golssip

Federica Pellegrini ha raccontato la sua quarantena alla rivista Chi: “Tokyo il canto del cigno? Ho detto che sarà l’ultima e così sarà. Rimandare è stata la decisone più giusta che si potesse prendere anche per il fatto che il 90% degli atleti in questo momento non può allenarsi: sarebbe stata un’Olimpiade un po’ falsata. E poi le priorità sono altre e anche lo sport si deve adeguare. Adesso sto facendo una settimana di pausa che era programmata. Questo spostamento, sì, ha mandato un po’ in confusione il programma di gare intermedie. Proprio lunedì il Cio ha deciso l’inizio ufficiale delle Olimpiadi: 23 luglio. Dobbiamo riorganizzare il programma”.

“Vacanze a casa? Io, viaggiando molto, avevo proprio bisogno di vivere casa mia. Me la sono messa su con tantissimo amore e tantissima fatica. Me la sto risistemando pezzo per pezzo, la pulisco bene, la mia mattinata passa tra le pulizie di casa e aggiustamenti vari. Questa quarantena mi ha portato anche a stirare, non lo facevo mai perché è quel lavoro che fanno le mamme quando vengono a trovarti. Così qui ha sempre stirato mamma. Devo dire che sono molto soddisfatta di me. Io mi sono sempre presa cura della mia casa da sola, forse per una mia paranoia ma di estraneo qui non è mai entrato nessuno. Mi sa che mi torna utile la mia ossessione. E poi sto cucinando: avendo tempo riesco a mettermici, mi riesce più facile dedicarmi”. 

Allenarsi o no? “Se mi riesce tutto facile? Non, non è così è che in quello che faccio ci metto il 100% sempre. Fosse pure stirare una camicia. È una deformazione professionale, credo, ma quando mi dedico a qualcosa mi ci impegno seriamente. Se la situazione resta così com’è, lo farò tra due settimane: il Centro federale ci dà la possibilità di nuotare in piccoli gruppi, con la dottoressa che ci controlla prima di entrare. Il mio lavoro non posso farlo da casa. Cosa penso di quelli che vanno a correre in questo periodo? Li capisco. All’inizio non era così chiaro se si poteva o no fare attività all’aperto. E poi penso che una persona abituata a stare molto a casa, magari da sola, con quella mezz’oretta di corsa magari si salva la vita. Poi comunque, sono arrivate limitazioni più estreme e io, che abito sopra una pista ciclabile, il cambiamento l’ho visto”.

Alla fine della quarantena: “Prima vorrei dire che nella tragicità di questa situazione, di sicuro c’è – si sono fatti tantissimi studi su questo – che è un virus partito dalla natura. Ed è successo in un momento in cui il mondo o si fermava o collassava. Io sono molto pro Greta Thunberg, per me non è un caso che la natura abbia creato un virus che da un giorno all’altro ha fermato il mondo. In poco tempo i livelli di inquinamento si sono abbassati drasticamente, la nube che c’era sopra la Cina non c’è più. Sempre facendo passare il messaggio netto che stiamo attraversando un periodo terribile – ogni giorno c’è un bollettino di guerra – in tutto quello che sta capitando dobbiamo però trovare anche il buono e farne tesoro”.

La vita di Fede: “La mia è una vita veramente frenetica, tra il nuoto che usura e porta il grado di stanchezza alto, più tutti gli impegni correlati… Sarà banale, ma voglio respirare di più. Un esempio pratico? Questa settimana che avevo di pausa dagli allenamenti, tutti i giorni, tutti, avrei dovuto dedicarmi agli impegni che aveo preso con gli sponsor per poi essere libera per le Olimpiadi. Li ho smaltiti in smart working: un’altra vita. L’insegnamento più grande di questo “momento fermo” è quello che devo smettere di correre e trovare soluzioni semplici. La mia paura è che ai livelli più alti si ricomincerà, appena possibile, a bombardare con l’inquinamento e con la produzione, perché se prima si viaggiava al 100% poi si andrà al 200% per recuperare quello che si è perso. Questo sarebbe un errore enorme, pensiamoci”.

(Chi)

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