La direttrice di Gente replica a Totti e Ilary: “Amareggiata per la reazione, sempre valorizzato…”

La direttrice di Gente replica a Totti e Ilary: “Amareggiata per la reazione, sempre valorizzato…”

Monica Mosca ha replicato con una nota Ansa

di Redazione Golssip

Monica Mosca, la direttrice di Gente, ha rotto il silenzio sull’ultima copertina della rivista che ha scatenato le polemiche. In copertina insieme a Francesco Totti c’è infatti la figlia Chanel: volto oscurato, ma lato B palesemente in mostra. Ieri Francesco e Ilary Blasi hanno condiviso un messaggio pacato ma duro nei confronti della direttrice della rivista parlando di strumentalizzazione del corpo di un’adolescente. La Mosca si è difesa con una nota Ansa: “Sono molto dispiaciuta e amareggiata per le reazioni generate dalla pubblicazione sulla copertina di Gente numero 34 della foto di Francesco Totti e della figlia Chanel, scattate in spiaggia”, ha fatto sapere Monica Mosca. “Come direttore ho sempre inteso valorizzare le donne e più in generale sostenere i valori della famiglia: era l’intento anche di questa pubblicazione, in cui si è voluto semplicemente ritrarre la famiglia Totti in un momento di normalità. In alcun modo, ovviamente, abbiamo mai inteso uscire da questo obiettivo”.

Il punto della questione è che la copertina con Chanel Totti avrebbe violato i principi della Carta di Treviso, carta deontologica che obbliga i giornalisti a tutelare i minorenni. A questo proposito si legge sul sito ufficiale dell’ODG, in una nota pubblicata oggi: “Il Presidente Carlo Verna, in accordo con il Segretario Guido D’Ubaldo, ha deciso di procedere con la segnalazione al collegio di disciplina territoriale competente della direttrice responsabile di Gente, Monica Mosca, al fine di valutare la sussistenza di eventuali violazioni della Carta di Treviso – inserita nel testo unico della dentologia – per aver pubblicato in copertina del settimanale la foto della figlia minorenne di due personaggi noti del mondo dello sport e dello spettacolo focalizzando l’attenzione sull’aspetto fisico. Anche la Commissione Pari Opportunità del Cnog ha stigmatizzato l’episodio”.

 

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