Alessandro Siani, attore e comico che sta promuovendo il suo nuovo spettacolo "Fake News", ha concesso un'intervista a Repubblica: «Sono partito da un gioco di parole: il telefono ci ha preso la mano. Siamo convinti di guardarlo e invece è lui che guarda noi. È tutto alla rovescia».

news
Siani: “Gira questa fake news su di me. Per il mio spettacolo mi sono ispirato a loro”
Si dedica alla disinformazione ma non ha profili social. Che ne sono il contenitore.
«Mai avuti. Per preparare lo spettacolo mi sono messo a studiarli. Come si fa per un film ambientato in un periodo o in un luogo che non conosci. E sono andato alle origini delle fake news. Dal millennium bug alla profezia dei Maya. Senza parlare di Nostradamus…».
Parliamone.
«Tra 400 anni i mari sommergeranno le città! E vabbè, Nostradà... noi al limite prenotiamo a Roccaraso».
Definisca le fake news.
«E che è, l'interrogazione? Sono inganni. E gli inganni sono parenti delle truffe. Come quelle telefoniche. Apriamo anche questo capitolo?».
Apriamolo.
«Ma dico io: tu non rispondi neanche a tua sorella che vive a Quarto o a Giugliano e poi ti chiamano con il prefisso della Transilvania e rispondi? E chi ti credi che ti sta cercando, il conte Dracula?».
Ci sono anche fake news che la riguardano personalmente?
«Sono quelle che mi hanno fatto pensare a mettere in piedi questo spettacolo».
Ne racconti una.
«Basta aprire Wikipedia secondo cui mia mamma è Maria Pia Carsana che con tutto il bene non so chi sia. E soprattutto sarebbe di origini lombarde. Cioè a Fuorigrotta, il quartiere di Napoli in cui sono cresciuto, tutti mangiavano le graffe e io: "No guagliù, ho l'ossobuco"».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

