Parola di Enrico Ruggeri, che si racconta a tutto tondo ospite dell'Adnkronos nella prima puntata del vodcast 'Adnkronos Stars' 

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FEDEZ-TONY EFFE

Il dissing tra Fedez e Tony Effe "non mi appassiona. Mi sembrano delle astutissime strategie di marketing", scandisce il cantautore milanese, del quale 17 gennaio è uscito l'album 'La Caverna di Platone', che fa poi qualche riflessione per niente banale sulla musica trap. "Ho un figlio che la ascolta -dice Ruggeri- Ora mi diranno che rosico perché lui la ascolta, ma chiariamo una cosa: se uno ascolta 'Bello Figo', ha comunque una predisposizione tale che se Bello Figo non fosse mai nato non avrebbe ascoltato me, quindi a me non cambia nulla che ci sia la trap". E sui testi talvolta volgari o sessisti, charisce: "Io non mi scandalizzo per nulla. Sono nato col punk, a 18 anni a Londra ho visto gruppi selvaggi e pieni di turpiloquio. Ma se tu fai musica, un pochino di poesia ce la devi mettere. Non è neanche l'argomento che mi scandalizza: un ragazzo indebitato che ammazza gli usurai sembra il testo di una trap ed è 'Delitto e Castigo', un gruppo di minorenni che vanno in giro a delinquere è 'Oliver Twist' di Dickens. Ma non puoi scrivere una canzone se conosci 120 parole. Lou Reed ha frugato i meandri della mente, Bukowski idem, Oscar Wilde lo stesso. E' lecito, e spesso è il caso, di scendere negli abissi dell'animo umano, ma devi farlo con arte".

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