Alberto Rimedio ha parlato ai microfoni del Corriere della Sera. Queste le sue dichiarazioni sul disastro della Nazionale
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Il noto commentatore Rai Alberto Rimedio ha parlato ai microfoni del Corriere della Sera. Queste le sue dichiarazioni sul disastro della Nazionale: «La maledizione? Diciamo che sono deluso tre volte per la mancata qualificazione al Mondiale: come italiano, come appassionato di calcio e come giornalista. Al grande Bruno Pizzul, che per me è stato un maestro, andò anche peggio: lui l’Italia ai Mondiali la raccontava, ma non riusciva mai a vincere. Ha seguito gli azzurri dopo il 1982 quando abbiamo vinto per la terza volta e fino a prima del 2006, quando abbiamo vinto per la quarta».
È già rassegnato? «Nessun ruolo è eterno, nemmeno il mio. Diciamo che ci spero ancora. Mi sento un po’ come Barella, che ha 29 anni e nel 2030 ne avrà 33: non troppo vecchio ma neanche troppo giovane... Per me fare il telecronista Rai è un privilegio, sono il terzo per longevità dopo i 18 anni di Martellini e i 16 di Pizzul. Ho avuto molte soddisfazioni, ho raccontato partite splendide come la finale del Mondiale 2022 fra Argentina e Francia». Ieri si è dimesso anche il c.t. Gattuso. Basterà ? «Non è un problema di nomi, ma di sistema. Ricordiamoci che anche Mancini e Spalletti, due allenatori con un’esperienza superiore, sono rimasti fuori dal Mondiale. Rino ha commesso di sicuro alcuni errori nella gestione della partita in Bosnia: i cambi inefficaci, la scelta di non passare al 4-4-1 per difendere le fasce. Ma la squadra quella è. Questo siamo, oggi».
Sui social c’è chi ha giudicato la telecronaca Rai troppo morbida.«La sconfitta con la Svizzera all’ultimo Europeo fu vergognosa, in Bosnia invece pur avendo fallito l’Italia ha giocato col cuore, anche se non è bastato, il livello è assai modesto. D’altronde abbiamo fatto 12 milioni di telespettatori: mettere tutti d’accordo è impossibile...».
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