Anche lei è finita suo malgrado nel tritacarne dei siti che utilizzano le immagini di donne note e meno note per sessualizzarle. Di recente sono scoppiati vari casi tra cui quello che ha portato alla chiusura di alcune pagine Facebook nelle quali i mariti postavano le foto hot delle mogli a loro insaputa. Ed è stato chiuso anche il forum Phica nel quale venivano rubate delle foto e sessualizzate con commenti beceri e maschilisti.


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Foto rubate, Monica Bertini: “La mia dignità non è in vendita. Denunciate”

Tra le vittime, evidentemente, anche la conduttrice di SportMediaset, Monica Bertiniche si è esposta sui social con un post: "La mia dignità non era, non è e non sarà mai in vendita su una piattaforma, un sito o un forum e sappi che non lo è neppure la tua".
Un appello a tutte le donne da parte della giornalista che spiega: "Se anche tu ti sei trovata in una situazione simile e disgustosa come la mia e di tante altre donne non esitare a denunciare. Non sei sola e non devi sentirti sola. Il tuo coraggio può proteggere te stessa e diventare d’ispirazione per tante altre ecco perché io l’ho fatto ieri anche in diretta a Diario del Giorno. Mi sono esposta perché so di cosa si stava parlando, io c’ero in quelle pagine, o meglio mi ci hanno messa a mia insaputa".
Immagini rubate
—"Non mi importa se vengono ripubblicate le foto che chiunque può vedere nei miei profili social, mi importa se quelle foto vengono manipolate per dare un’immagine di me che non corrisponde a realtà e se servono a dare sfogo alla peggiore violenza verbale e non online. Io ho denunciato perché il silenzio non è un’opzione e la vergogna non deve essere la tua/la nostra bensì di chi la commette e la alimenta. Un abisso di volgarità che non ha nulla a che vedere con la libertà d’espressione perché non si tratta solo di foto ma di pagine di commenti che disumanizzano donne trattate come oggetti", ha scritto ancora il volto del programma Pressing.

"Posso essere schifata ma non piegata a quegli esseri spregevoli per cui questo post non vuole assolutamente essere una richiesta di pietà o un’accusa verso il mondo degli uomini (tra l’altro provo tantissima stima per la maggior parte degli uomini che conosco!) ma un grido di giustizia e un invito a schierarsi contro la violenza online di qualsiasi genere che siano donne, uomini, bambini, omosessuali, animali ecc ecc… La nostra lotta non si ferma con la chiusura di un forum ma deve continuare per un mondo più rispettoso per tutti. Denunciare è un atto di forza per riprendersi la propria dignità!", ha concluso.
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