Il fratello di Francesco, Riccardo, avrebbe secondo le ricostruzioni dirottato il denaro per non risarcire la ex segretaria
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Repubblica ha approfondito un'inchiesta che ha toccato la Totti Soccer School, scuola calcio che porta il nome di Francesco Totti. "C’è una donna che per anni ha lavorato nella segreteria della Totti Soccer School e che, dopo una lunga battaglia in tribunale, si è vista riconoscere più di 120 mila euro tra stipendi arretrati, differenze retributive e risarcimenti. Ma quando prova a incassare, il denaro sembra essersi dissolto. I conti dell’Academy sono quasi vuoti. Le rette, però, continuano ad arrivare. I ragazzi continuano a iscriversi alla scuola calcio che porta il cognome più famoso del calcio romano, quello di Francesco Totti. A cambiare è la destinazione del denaro. Dirottato altrove", racconta il quotidiano.
"È il quadro delineato dal tribunale del Riesame, che ha respinto il ricorso di Riccardo Totti e confermato il sequestro dei conti già disposto ad aprile dal gip. L’indagine della procura di Roma contesta al fratello dell’ex capitano giallorosso il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. In sostanza, proprio nel momento in cui l’ex dipendente tentava di incassare quanto le spettava, il denaro avrebbe cambiato strada, finendo lontano dai conti che potevano essere pignorati", spiega Repubblica. Secondo la ricostruzione della procura, sarebbe stato creato "un nuovo conto intestato a una ditta individuale costituita nel frattempo e chiamata “SSD Totti Soccer School di Totti Riccardo”. Un nome quasi identico a quello della società originaria, tanto simile — osservano i giudici — da risultare pressoché indistinguibile agli occhi dei genitori dei baby calciatori. Per le famiglie che effettuavano i bonifici era ancora la “Totti Soccer School”." Per questo motivo la tesi difensiva sarebbe stata bocciata. "I giudici parlano infatti di “un’operazione di svuotamento del patrimonio finalizzato a paralizzare gli effetti della sentenza”. Una formula pesantissima, perché descrive l’idea di un patrimonio che si prosciuga proprio mentre l’ex segretaria cerca di ottenere il denaro che un tribunale le ha riconosciuto", ha concluso il quotidiano.
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