L'imprenditrice digitale ha commentato con un post sui social la conclusione della vicenda giudiziaria che l'ha vista coinvolta per il caso del Pandoro
"Il mio procedimento si è chiuso ieri con un proscioglimento. Il giudice ha stabilito che non c'erano nemmeno i presupposti per un processo penale. È una frase semplice, tecnica, definitiva sul piano penale. Ed è giusto partire da qui". Con un lungo post su Instagram Chiara Ferragni ha chiuso la questione della vicenda giudiziaria che l'ha vista protagonista dopo il caso del Pandoro. Il Tribunale di Milano ha optato per il proscioglimento.
«Sono stati due anni a dir poco complessi. Non perché avessi dubbi su me stessa, ma perché vivere sotto giudizio continuo, senza poter rispondere, senza poter spiegare, ti mette alla prova in modo profondo. Mi sono sempre presa la responsabilità per ciò che riguardava la pubblicità ingannevole. Ho capito che era stato un errore, ed era giusto riconoscerlo. L'ho fatto: ho pagato, ho corretto, ho chiesto scusa», ha continuato.
«Non è: 'Non sappiamo come è andata'. È: 'Non c'erano le basi per portare avanti un procedimento penale'. Ed è forse questa la parte più forte di tutte. Perché vuol dire che per due anni sono rimasta ferma, esposta, giudicata, per qualcosa che non avrebbe nemmeno dovuto avere questo percorso. Non lo dico con rabbia. Lo dico con consapevolezza. Con la lucidità di chi sa di aver affrontato tutto senza scappare, senza nascondersi, rispettando la giustizia e il silenzio anche quando era la cosa più difficile da fare. Oggi non festeggio una vittoria. Oggi chiudo un capitolo», chiude l'imprenditrice.
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