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Chiambretti: “Fino all’età di 8 anni tifavo Inter, poi ho iniziato a tifare Torino perché…”

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Ospite dell'undicesima edizione dell'Overtime Festival, Piero Chiambretti ripercorre il suo rapporto con lo sport

Gianni

Ospite dell'undicesima edizione dell'Overtime Festival che si svolge a Macerata, Piero Chiambretti ripercorre il suo rapporto con lo sport. Il conduttore svela che fino all'età di 8 anni tifava Inter, poi un evento in particolare fa sbocciare il suo amore per il Torino: "Questo colore mi fa venire in mente un fatto tragicomico. Più tragico che comico in realtà. È una domenica sera del 1967, fuori piove, il Torino ha vinto 4-2 contro la Sampdoria quel pomeriggio. La sera, lungo corso Re Umberto, vengono investiti due calciatori del Toro: Luigi Meroni e Fabrizio Poletti. Meroni muore e Poletti rimane illeso. C'è un'aria triste e, anche se non sono tifoso del Torino, voglio andare sul luogo dell'incidente. Vado lì e sento le voci, i commenti, i pianti, le luci. Il mattino dopo, invece di andare a scuola, sono andato in ospedale, nella camera mortuaria, per rendere omaggio a Meroni".

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"Un giocatore diverso da tutti gli altri, affascinante, capelli lunghi. Sta di fatto che vado in questa camera mortuaria, entro senza nessun problema e mi trovo davanti questo corridoio lungo e buio, nel silenzio assoluto. Lo attraverso e mi trovo in una stanza con una bara chiusa. Penso 'che strano, non c'è nessuno'. Magari sono arrivato presto. Cinque minuti dopo nella stessa stanza arriva un signore e si mette a pregare. Dopo un po' il signore si gira e mi chiede: "È un parente?". 'No', rispondo, 'tifoso'. Ecco, in quella bara non c'era Meroni. Era stato portato da un'altra parte. Ma quello scambio di bara mi rese tifoso del Toro".

Il conduttore ricorda poi l'intervista fatta a José Mourinho al 'Chiambretti Night' nel 2009: "Non era il Mourinho un po' più morbido degli ultimi tempi. Riuscimmo a portarlo facendo una cosa che non si fa", ricorda il conduttore. "Chiudendo la puntata precedente avevamo messo sullo schermo l'immagine di Mourinho con scritto "Ci dirà quello che già sappiamo?". Si scatenò il panico nella sede dell'Inter e nello staff di Mourinho. Era un bluff. Fu la prima intervista che fece in un programma non sportivo". Chiambretti ricorda che lo Special One accettò di partecipare al programma ma a una condizione: che nessuna donna doveva toccarlo o ballargli vicino vicino durante la registrazione.

(cronachemaceratesi.it)

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