Cassano: “Io a disposizione di Carolina. Vi racconto la mia meravigliosa giornata tipo”

Cassano: “Io a disposizione di Carolina. Vi racconto la mia meravigliosa giornata tipo”

Le parole dell’ex attaccante

di Marco, @MarcoAstori_

Nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Sette, rivista del Corriere della Sera, l’ex attaccante Antonio Cassano ha parlato così dei suoi figli, ma non solo: «Christopher adora il calcio. È incredibile, si muove proprio come il papà», interviene Carolina. «In realtà lui calcia meglio di me, ma io dribblavo di più», aggiunge Antonio. «Questa stagione giocherà nell’Entella. Senza nulla togliere alle giovanili di Samp e Genoa, vorrei crescesse senza pressione, senza essere solo “il figlio di Cassano”».

E il piccolo Lionel?
«La sua grande passione è Marc Marquez».

Lei è pronto a comprare la moto?
«Non lo sarò mai. Già quando vanno in bici è un continuo “stai attento, vai piano”».

Un po’ apprensivo. Il mister che l’ha aiutata a crescere?
«Eugenio Fascetti. A 16 anni mi fece allenare con la prima squadra».

Ma veramente ha appeso le scarpe al chiodo?
«Non proprio. Gioco a calcetto con i papà dei compagni dei miei figli, sono delle scamorze». (Ride)

E come pallanuotista com’è?
(Carolina sorride). «È uno sport davvero faticoso. Qualche settimana fa dopo 20 secondi che facevo avanti e indietro mi sono messo sulla scaletta, non ce la facevo più».

Com’è oggi la sua giornata tipo?
«Meravigliosa. Mi sveglio alle sette, accompagno i bambini a scuola. Poi quando c’è la giornata del paddle — praticamente ogni giorno — vado a giocare. Alle quattro riprendo i bimbi e stiamo al parco fino alle sei. Quindi a casa».

Prepara anche la cena?
«Non so fare nemmeno un uovo al tegamino. Tra i fornelli il genio è mia moglie»

Carolina, dopo sette anni di stop, è tornata a grandi livelli entrando anche nel Setterosa. Ora è il suo momento.
«Sono a sua disposizione. Nel 2020 ci sono le Olimpiadi a Tokyo, spero avrà l’occasione di togliersi le soddisfazioni che merita».

Donne e sport: ha seguito la Nazionale femminile di calcio?
«Certo. Ci sono tre giocatrici davvero forti: Sara Gama, Laura Giuliani e Barbara Bonansea».

E della scelta di affidare la direzione della finale di Supercoppa alla francese Stephanie Frappart cosa ne pensa?
«Dobbiamo cambiare, premiare il merito: le femmine sono brave, lasciamole arbitrare. Meglio che avere alcuni maschi scarsi».

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