Golssip NEWS Antonelli: "Sogno, ma con i piedi per terra. Diverso dai coetanei, ma quando torno a casa..."

Antonelli: "Sogno, ma con i piedi per terra. Diverso dai coetanei, ma quando torno a casa..."

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I pilota della Mercedes si racconta, dagli inizi agli obiettivi professionali, passando per la vita di tutti i giorni

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Andrea Kimi Antonelli, 20 anni ancora da compiere, ha riportato la bandiera dell'Italia ai vertici del mondiale di Formula 1. Una grande responsabilità, come raccontato nel corso di un'intervista concessa a Repubblica: "So che ci sono aspettative anche molto alte, mi fa piacere il supporto e sono onorato di poter rappresentare l'Italia. Bello salire col tricolore sul gradino più alto del podio, cercherò di ripetermi perché all'Italia manca da tanto un pilota che vince il campionato: a me piacerebbe essere il prossimo".

Sente un po' di responsabilità?"So quello che si può raggiungere. Ma voglio solo divertirmi e godermela, fare il Kimi andando il più forte possibile senza pensare al risultato finale anche perché solo così riesco a performare al meglio".

Suo papà Marco dice che non ha ancora ottenuto niente."Vero: la stagione è ancora lunghissima, sono tanti i punti in palio, può succedere di tutto. I miei genitori mi hanno insegnato che finché non tagli il traguardo e raggiungi l'obiettivo che ti sei posto, non ti puoi mai rilassare".

Non è da tutti ragionare così, specie alla sua età."Il credito devo darlo alla mia famiglia, mi ha trasmesso che certi valori e standard vanno rispettati: essere educato, restare con i piedi per terra, umile, autentico".

Difficile quando il sogno è così grande."Per questo mi piace tornare a casa perché è come tornare alla realtà, al mondo vero. Amo quello che faccio, la Formula 1 è bellissima ma è come stare dentro una bolla lontana da tutto e da tutti. Rientrare mi serve a fare la vita di un ragazzo normale".

Lei si sente come i ragazzi della sua età?"Ho una visione delle cose diversa. Per esempio non mi piace così tanto far festa. Lo sport agonistico ti fa maturare in fretta, a una velocità esponenziale, perché lavori con gente più grande, devi rispettare standard e regole, avere disciplina, imparare a stare al mondo in un ambiente così professionale. Impari a relazionarti, cambia come ti esprimi e ti esponi".

E questo crea delle difficoltà nella vita normale?"Continuo a divertirmi con i miei amici però mi accorgo di essere diverso, di pensare in un'altra maniera, insomma sento la distanza. Per accorciarla, cerco di comportarmi come un ragazzino".

Ha dovuto rinunciare a qualcosa nell'infanzia?"Sì, sin da piccolo stai via da casa tanto tempo per le gare, all'inizio non è stato facile, ti trovi a dover rinunciare a fare la vita degli altri, quella dei coetanei. A 8 anni un po' lo soffrivo, poi ho capito che per la mia passione ero disposto a questo tipo di sacrifici".

Fidanzato fino all'anno scorso, ora?"La F1 è un impegno gigantesco. È difficile per una persona da fuori capire quanto tempo, dedizione e lavoro ci sia dietro. So bene quali sono gli obiettivi e le mie priorità, nella posizione in cui mi trovo devo dare il tutto per tutto e avere meno distrazioni possibili. Sono anche in un momento in cui sto imparando tantissimo su me stesso e su quello di cui ho bisogno o meno. Da adulto si riesce a bilanciare meglio il tutto con la vita privata. Ora l'unica cosa di cui voglio occuparmi è la F1".

Mai fatta una trasgressione?"Il birichino un po' l'ho fatto, ma poca roba. Con l'anno nuovo ci sta un brindisi di più, ma sapevo ancora chi fossi ed ero in grado di camminare".

Perché lei risulta un po' a tutti così simpatico?"È una domanda che mi faccio anch'io. Forse perché cerco sempre di essere me stesso? Sono uno che dice la verità, non mi vedo diversamente da così e credo che questo faccia piacere e si veda anche da fuori".