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Diego Abatantuono, attore, regista e grande tifoso del Milan, nel corso di un'intervista concessa a Repubblica ha parlato della stagione da incubo della sua squadra del cuore: "Pensava fossi arrabbiato? In realtà ora mi dispiace per i miei figli. E ho capito quanto hanno sofferto gli interisti in passato".
E lei?
"Io non vado più allo stadio".
I figli cosa dicono?
"Sono arrabbiati. Infuriati. Io sapevo che sarebbe finita così, si capiva da tempo. Mi sono illuso di non restare deluso. Ma era impossibile".
Perché?
"Bastava guardare le partite. Il Milan non divertiva ma vinceva, portava a casa punti, ma non aveva giocatori all'altezza. Le vittorie sembravano sempre un caso. Non c'è una società dietro, la squadra era stata lasciata sola. È stato un film con il colpo di scena. Ma se già hai capito che stai vedendo un horror, il finale ti spaventa meno".
Si è parlato anche di scudetto.
"Si rende conto di quanto è stato ridicolo?".
C'è stato un crollo.
"Ma era prevedibile. Perché servivano giocatori di qualità, acquisti azzeccati, interventi mirati. A gennaio la Roma ha preso un centravanti, Malen, che ha segnato 14 gol, noi Füllkrug che ne ha segnato uno. E Nkunku? Lasciamo perdere. Mi hanno fatto dimenticare anche la felicità che ho provato lo scorso anno per la finale di Champions: quel 5-0 del Psg all'Inter, una delle gioie più grandi".
Cosa servirebbe al Milan?
"Una figura tipo Marotta all'Inter, una persona che sa di calcio, che conosca il club, la storia. Fa la differenza un dirigente che si mette tra chi ha i soldi e chi li deve spendere".
Si riparte da zero?
"La peggior partenza o ripartenza che si poteva immaginare. La macchina va messa a punto prima di metterla in strada. Non puoi cambiarla ogni volta che dà un problema. Ci vuole un filo diretto tifosi-giocatori-allenatori-società. Le persone che di mestiere fanno gli speculatori non sono capaci. Maldini invece era capace".
Ha perso passione?
"Io sono un tifoso che si è dimesso. L'amore è lì, un pezzo di cuore non si cambia, ma non sento più trasporto. Ho perso interesse. Non vado a vedere le partite, non vado in trasferta. Non mi piace come si muovono, non mi piace il loro stile. Seguirò il Como, la città di mamma. Mi piace molto".
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