Alena Seredova: “Come hanno preso i figli di Gigi l’arrivo di un bebè? Non si rendono…”

Alena Seredova: “Come hanno preso i figli di Gigi l’arrivo di un bebè? Non si rendono…”

La ex moglie di Buffon sulla gravidanza in quarantena

di Redazione Golssip

Dopo David Lee e Louis Thomas, i due figli nati dal matrimonio con Gigi Buffon, Alena Seredova avrà una bambina. Il papà è il compagno Alessandro Nasi, il manager torinese cugino di John e Lapo Elkann e vicepresidente di Exor. Il momento è certamente particolare, nessuno si aspettava di dover far fronte a una delle peggiori pandemie di tutti i tempi. Il nome della bambina? «Ah quello non lo so, non l’abbiamo ancora scelto».

Come sta andando la quarantena? «Mi viene difficile pensare che qualcuno possa dare versioni diverse da quelle degli altri. Siamo tutti sulla stessa barca e la viviamo un po’ nello stesso modo. Ora che la scuola si è organizzata, le lezioni online dei bambini hanno mantenuto gli orari di prima, compresa l’educazione fisica: non ci stanno risparmiando proprio niente. Non dovendoli portare fisicamente, uno penserebbe che la gestione sia più facile, invece stranamente è un po’ più difficile, anche per tutte le problematiche legate al wi-fi che credo siano un problema comune a tutte le famiglie essendo sempre tutti in casa e tutti connessi».

Che cosa manca di più della normalità ai ragazzi? «Sono ragazzi abituati a fare tanto sport: nei giorni normali appena tornano da scuola iniziamo a correre per portarli a calcio e non rientrano prima di cena. Mancando quello ogni tanto li devi aiutare a trovare qualcosa da fare, non sono proprio abituati a questi tempi lunghi, ai ritmi rallentati. Ora ci siamo attrezzati e abbiamo comprato online tappetini e manubri e il pomeriggio ci alleniamo tutti, anche perché sennò per loro, allenandosi da professionisti, diventa difficile riprendere. Oppure giochiamo a ping pong o racchettoni nel giardino, che non è grandissimo e di solito è riservato al cane (quindi è facile trovare qualcosa di suo…), ma abbiamo cambiato la postazione delle macchine e riusciamo a far tutto. Non sono così piccoli: guardano il telegiornale e conoscono la situazione. Più che altro abbiamo parlato dei sacrifici che dobbiamo fare oggi, della necessità di non anticipare cose che tutti abbiamo voglia di fare, di resistere perché altrimenti il sacrificio fatto finora potrebbe diventare inutile e si potrebbe dover ricominciare. E poi si parla di dove ci piacerebbe andare quando si potrà uscire dalla gabbia, insomma si viaggia con la mente, anche se io non sono molto ottimista e ho spiegato ai ragazzi che il mondo potrebbe riaprire anche tra un anno. Fanno fatica ad accettarlo, ma allo stesso tempo mi sembrano sereni».

Alena, i figli e la gravidanza: «Non sono una di quelle mamme che non si gode i figli o che appena può non li considera. Diciamo che non avevo bisogno del coronavirus per stare di più con loro e mi dispiace vederli sempre in casa, vorrei che potessero correre fuori liberamente. Tra di loro i bambini litigano un po’ di più. Quella cosa che si sente e si dice, e cioè che alla fine della quarantena chi avrà più da fare saranno gli avvocati divorzisti, credo che valga anche per i fratelli. Loro non sono abituati a stare tutto questo tempo insieme… Ma parliamo di qualche screzio, niente di grave. Come hanno preso la notizia dell’arrivo di una sorellina? Come tutti gli adolescenti: non si rendono molto conto di quel che accadrà. A loro sembra solo che la mamma abbia ingoiato qualcosa di enorme, la sorella non è ancora una presenza, e credo che lo sarà solo quando la vedranno. Allora saprò dire come l’hanno presa…. Come stiamo vivendo la gravidanza io e il mio compagno? Diciamo che non è il momento migliore, ma non è che l’abbiamo scelto… Se è vero che questa è l’occasione per apprezzare e godersi le cose belle della vita, noi ne abbiamo una bellissima. Mancano meno di due mesi alla scadenza, dovrebbe nascere a giugno. I controlli li faccio, ma il minimo indispensabile. Eppure mi sento assolutamente serena. Forse perché vivere una cosa così bella rende il mondo meno brutto e questo momento meno triste. Ovvio che forse il parto non sarà quello dei sogni, probabilmente sarò da sola e circondata da ostetriche e infermieri talmente imbacuccati dalle protezioni da non vedere neanche chi c’è dietro, ma con le cose terribili che vediamo in questi giorni non mi sembra il caso di fissarsi con desideri di perfezione irrealistici».

La quarantena di coppia: «No. Ci sono tante coppie che vivono nella stessa casa e tutte le mattine scappano al lavoro per non affrontarsi, ma non è il nostro caso. Noi siamo abituati a condividere tantissimo, praticamente tutto. Se lui non ha sentito la necessità di scappare finora, non vedo perché dovrebbe sentirla adesso».

(Chi)

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