Il rapper sta scrivendo un libro a quattro mani: ecco alcune anticipazioni

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Fedez ha annunciato a Gabriele Vagnato, durante l'intervista su Youtube, l'arrivo della sua autobiografia: «Sto scrivendo un libro e lo sto scrivendo a quattro mani. La casa editrice voleva che io raccontassi i cavoli miei, invece io scrivendolo sto cercando di elaborare degli episodi della mia vita e di dargli un senso e sta venendo veramente bello».

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Il rapper ha parlato della rottura con Chiara Ferragni, del tentato suicidio e di Sanremo. Del palco di Sanremo, sul quale è salito nell'ultima edizione cantando Battiti ha raccontato: «Ho tenuto gli occhi chiusi per non essere travolto, per arrivare alla fine della sola canzone che avrei potuto cantare in questo momento: tornare su quel palco, dove è iniziata la fine di tutto. Dove ho esagerato, mi è stato detto, urlato. Dove non ho avuto rispetto. Tornarci con un pezzo che è stato il mio modo di vedere davvero quello che ci è successo, quello che ho fatto. Poi ho aperto gli occhi, le pupille nere, ultra dilatate. Petrolio, buco nero, “il paziente non è cosciente"». E poi ancora: «Come con le sostanze, come coi farmaci che avrebbero dovuto salvarmi e non l’hanno fatto. Questa che leggerete è la storia di uno che non ce l’ha fatta. Le persone credono che io decida, pianifichi, organizzi: io sono il manipolatore, lo stratega, io sono la falena. Ma la verità è che, dall’inizio, c’è una parte di me che non ha deciso quasi niente. Sin dal principio è stata una corsa, una fuga. Assecondare tutti gli impulsi, specie quelli sbagliati. Come l’attacco della base di Battito. Avevo vent’anni: era esattamente già così. Non voler più prenderle, non voler accontentarsi solo della seconda scelta, umanità di serie C».

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Che cos'è la fama per Fedez?

«La fama è simile a un girone infernale: c’è tanta luce ed è un massacro che tutti amano spiare. Ambizione? Narcisismo? Io so solo che ho quasi smesso di vivere: io non so quanto mi resta da vivere. Quando sto da solo, i demoni arrivano. Proprio i demoni, senza volto o con il mio: con gli occhi neri, come i miei a Sanremo. Dita lunghe e sguardi vuoti. E quindi esco. Parlo con gente. Gente che conosco da sempre o che ho appena conosciuto, non importa. Tutti loro hanno lo stesso problema. Le persone che frequento soffrono della stessa patologia».

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