I legali di Fabrizio Corona presentano reclamo contro l'ordinanza con cui, lo scorso 26 gennaio, il giudice del Tribunale civile di Milano Roberto Pertile ha accolto il ricorso d'urgenza del conduttore televisivo Alfonso Signorini. Nel provvedimento, il giudice aveva ordinato a Corona "di rimuovere immediatamente da ogni hosting provider e da ogni social media a lui direttamente o indirettamente riconducibile, tutti i video nonché tutti i contenuti (testuali, audio e video)", aventi come oggetto il giornalista, al centro di due puntate di Falsissimo su presunti meccanismi opachi nella selezione di alcuni concorrenti del Grande Fratello Vip.

gossip
Fabrizio Corona ricorre contro lo stop ai video e ‘sbarca’ in teatro
Una decisione che aveva fatto gridate la difesa alla "censura" e che ha dato il via a un botta e risposta con Mediaset tirata in ballo nelle ultime puntate di Falsissimo prima che le piattaforme digitali oscurasse i profili social di Corona e del programma, in seguito a iniziative legali dell'azienda di Cologno Monzese.

Falsissimo a teatro, le date in cartellone
—E se ora Corona tenta di ritornare su Instagram aprendo un nuovo profilo e ricominciando da zero, arriva il tentativo di agire su un altro campo da gioco, con Falsissimo che sale sul palco. L'obiettivo è portare in scena un racconto senza filtri sul potere mediatico, l'informazione, il gossip, i nomi intoccabili e retroscena mai raccontati, come si legge in una nota diffusa dal Gruppoanteprima. Corona mette in scena una visione che promette di rompere gli schemi della narrazione ufficiale e dove "la libertà di parola non si chiede. Si esercita". Cinque le date di maggio già messe in cartellone - si inizia il 7 a Milano, poi Catania, Napoli, Roma e Padova - con biglietti in prevendita che vanno da 30 a 45 euro.
Causa civile di Mediaset contro Corona al via il 21 settembre
—È fissata per il 21 settembre prossimo, davanti al Tribunale civile di Milano, la prima udienza della causa civile contro Fabrizio Corona intentata dal gruppo Mediaset, da Pier Silvio e Marina Berlusconi, da Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, con una richiesta di danni reputazionali e patrimoniali da 160 milioni di euro. L'atto di citazione è stato notificato a Corona e alla sua società Atena. Gli eventuali risarcimenti saranno destinati, ha spiegato ieri il gruppo di Cologno Monzese, "alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo".

Piattaforme 'monitorano' i social di Corona. Legali di Mediaset al lavoro
—Fabrizio Corona mostra il suo volto su Instagram, non parla lasciando la parola a chi è dall'altra parte del telefono, ma quei pochi secondi sembrano ribadire che non ha intenzione di fermarsi. Se a decidere sulla pubblicazione di alcuni contenuti sono le piattaforme digitali, in piena autonomia e in base a quelle che sono le norme sul rispetto della privacy e sul divieto di diffondere contenuti minacciosi e diffamatori, i legali di Mediaset continuano il loro lavoro. Meta dopo le ripetute violazioni e le sospensioni degli account 'monitora' i nuovi profili legati al nome di Corona, difficile ora capire quale sia quello 'ufficiale'.
Un'attenzione iniziata quando 'Falsissimo', oscurato dai canali social, ha iniziato a prendere di mira programmi Mediaset. Ieri l'azienda ha annunciato una causa civile, per un importo complessivo di 160 milioni di euro, contro Corona e le società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali. Un'iniziativa che vede protagonisti Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, insieme a Mediaset e Mfe - Mediaforeurope contro chi, "attraverso una violenza verbale inaudita, costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone". Nulla a che fare con il gossip, ma piuttosto con un meccanismo organizzato "nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro", una "campagna d’odio" con cui Corona "monetizza migliaia di euro ogni settimana".
© RIPRODUZIONE RISERVATA

