Le parole dell'ex Miss Italia al Corriere della Sera
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Intervistata dal Corriere della Sera, Martina Colombari ha parlato della sua vita e del suo rapporto con suo marito, Billy Costacurta:
Dopo trent’anni insieme a Billy Costacurta, lei dice che ogni cinque o dieci anni è come se nascesse una nuova storia d’amore. Perché?«Una relazione lunga è fatta di tante evoluzioni. Cambiano le esigenze, le abitudini e ci si adatta. Avere tenacia, costanza, voglia di seguire un percorso richiede tante energie e desiderio di rimettersi in discussione. Tante coppie scoppiano perché non hanno voglia di ricominciare. È più semplice, ai primi problemi, dire: “Non andiamo più d’accordo, siamo ancora giovani, rifacciamoci una vita”».
E sulla fedeltà cosa dice?«Penso che, se non fossimo in una società così bacchettona, tante relazioni andrebbero molto più avanti. Non significa che io sia pro-infedele, però credo che manchi un po’ di sincerità. Non so se l’infedeltà è il problema più grosso in una coppia, forse ci sono altre dinamiche che sono anche più gravi di una scappatella random. È grave quando tu hai la pretesa di cambiare il partner, quando il tuo partner ti vincola o non ti permette di fare la tua vita».
Voi avete attraversato anche momenti di distanza.«Dopo sette, dieci anni, non mi ricordo neanche più, io ho avuto un’altra relazione. Siamo stati lontani circa un anno, prima di avere Achille. Ogni tanto c’è quel momento di raffreddamento, però siamo diventati bravi a riconoscerlo e ci rimettiamo in carreggiata. Se io vedo che la situazione si sta un po’ raffreddando, mi chiedo: forse sono stata un po’ poco presente? Ho dato per scontato delle cose? Dobbiamo cambiare lo sguardo che abbiamo sul partner, guardarlo in un altro modo».
Dice che la Martina di 51 anni non fa più confronti con quella di 30. Nel film «Buen Camino» di Checco Zalone ha anche accettato di interpretarsi più «vecchia». Soddisfatta?«Non mi ha dato fastidio per niente. Non mi ha scandalizzato, non mi ha fatto paura, non mi ha fatto diventare triste. Io penso che, se siamo arrivati a questa età, abbiamo avuto anche quell’età. Non siamo nate a 51 anni. Abbiamo vissuto i trenta, li abbiamo vissuti eccome. Inutile appiattire le nostre facce con i lifting se poi dobbiamo passare ore al contouring!».
Nel libro c’è una Martina molto diversa da quella che il pubblico forse immagina: si parla di sex toys, nettalingua e menopausa...«Mi piace parlare delle cose con naturalezza. Perché dobbiamo ancora avere tutti questi tabù? Una mia amica, che fa la psicoanalista, è venuta a trovarmi e le ho chiesto: “Ma non hai mai usato l’acido ialuronico vaginale?”. E lei: “Una volta andavamo a ballare e tornavamo a casa con i tacchi 12 in mano. Adesso vengo a Milano e tu mi piazzi sul letto la confezione di acido ialuronico!”. Però le ho detto: “Se ti prendi cura della pelle del viso e del corpo, perché non dovresti occuparti anche di quella parte? Quella ti si secca come ti si secca la faccia”. Basta con questi pregiudizi e la gente oggi vuole sapere. Io sono curiosa come una scimmia. Quando ho un dubbio vado dallo specialista, cerco di capire. Non sono un’esperta e non voglio dare formule magiche. Io ho fatto questo, vedi un po’ tu. Sei curioso come me? Hai voglia di provare? Mi fai mille domande? Qui trovi risposte».
L’esperienza con Achille che cosa le ha insegnato?«Io non pretendevo di avere una famiglia perfetta, ma cercavo che tutto funzionasse. Poi ho capito che non esiste un solo modo di amare un figlio. Ci sono tanti modi. Questo vale soprattutto per le madri».
La solitudine le fa paura?«Io adoro stare da sola. Mi ricarica, ne ho bisogno. Ma è una solitudine scelta, non una condizione disperata. Non mi sono mai sentita abbandonata. Le amicizie sono importantissime. Nei momenti in cui hai tanta paura, capisci chi sono davvero i tuoi amici. Io ho questo gruppo di amiche che per me è fondamentale».
Ma come ride una perfezionista?«Io rido un casino! E sono una cazzona. Mio marito mi dice sempre: “Marti, neanche noi nello spogliatoio del Milan a vent’anni parlavamo come parli tu”».
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